Venerdì 27 Novembre 2009 18:09
Il teatro greco era teatro di comunità, nel senso più diretto ma anche più nobile del termine. I cittadini seduti in semicerchio assistevano a una rappresentazione che parlava di loro: in via per lo più diretta, nel caso delle commedie; mediata dal filtro del mito nel caso delle tragedie. Ripensavo a questo strettissimo legame tra teatro e comunità qualche sera fa (per la precisione il 21 novembre), al termine della messa in scena della prima assoluta di Gonfienti, storia di una battaglia, scritto e interpretato da Maila Ermini. Lo spazio era quello del suo teatro La Baracca, a Casale, una frazione di Prato, e il tema di stretta attualità, essendo la città etrusca detta di Gonfienti minacciata dalla presenza e dall'espansione dell'Interporto. Maila da anni segue in prima persona la campagna di sensibilizzazione che alcuni cittadini, con impegno e passione davvero degni di encomio, portano avanti per dare un presente e soprattutto un futuro a un sito archeologico il cui studio sta già permettendo di riscrivere alcune pagine della storia degli Etruschi. L'attrice-autrice, fogli del canovaccio alla mano, ha ripercorso le tappe di questa battaglia che non ha lesinato, nel giro di pochi anni (la città è stata fortuitamente riscoperta nel 1997), sorprese e improvvisi cambi di campo. 
Maila ha scelto come punto di partenza la reazione stizzita degli "addetti ai lavori" che si sono sentiti "scavalcati" da comuni cittadini appassionati di archeologia o semplicemente attenti alle sorti del proprio territorio e del suo passato. Lei non comprende questo arroccarsi dietro steccati di competenze che mortificano lo scambio di idee e soffocano il dibattito sul nascere. Le grandi riproduzioni fotografiche appese al soffitto raffiguravano gli scavi di Gonfienti e uno dei suoi tesori più preziosi (la Kylix, coppa da simposio); alcuni momenti delle manifestazioni per le strade di Prato e lo scempio del territorio provocato dall'interporto... Ma è soprattutto sulle persone che si è concentrata l'attenzione dell'attrice. Protagonisti e comparse della battaglia che tuttora oppone i difensori della città etrusca a coloro che sono disposti a "sacrificarla" in nome delle esigenze del commercio sembrano non disporre di un linguaggio franco che permetta loro di comunicare. I politici, poi, spiccano per la povertà culturale che dimostrano nel sottovalutare l'importanza storica (e potenzialmente turistica) del sito. E sempre divisi su tutto, trovano su questo argomento un'imbarazzante unità di vedute che avrebbe già condannato a morte Gonfienti, se appunto non si fosse opposto un gruppo di battaglieri paladini, allibiti di sentirsi dire che quelli della città ritrovata erano "Etruschi di serie B" o che i Pratesi di oggi hanno un livello culturale talmente basso che non ha senso conservare il sito...

Il momento più bello e intenso dello spettacolo è stato la rappresentazione drammatica - cioè teatrale - dello scambio epistolare tra la stessa Maila e i componenti di un tavolo di associazioni organizzatesi con lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema di Gonfienti. Il merito lo deve condividere, in questo caso, con Gianfelice D'Accolti che ha dato voce alle due parti in dialogo. Lo spettacolo si è snodato nella rievocazione di documenti, riunioni, sopralluoghi e iniziative (con la sospetta casualità di contro-iniziative di segno opposto...). E tra le tante cose, colpiva lo spettatore quell'atmosfera di isolamento e marginalizzazione che viene a crearsi (viene creata, diciamolo pure) attorno a chi si espone in prima fila, mettendoci nome e faccia, in questa battaglia civile, rifiutando qualsiasi compromesso e accomodamento.
Il lavoro di Maila su Gonfienti è un work in progress ed è quindi suscettibile di adattamenti e rivoluzioni. Ha già dimostrato fin dalla prima, però, di avere tutte le potenzialità per essere rappresentato nei teatri di tutt'Italia. Nell'epoca del villaggio globale, ogni palco è il palco di Atene. E il passato necessariamente muore, per dare vita al futuro. Ma un conto è morire, un altro dimenticare. Sotto una colata di cemento.
Saul Stucchi
Gonfienti, storia di una battaglia
Scritto e interpretato da Maila Ermini
21 e 22 novembre 2009
Teatro La Baracca
Via V. Frosini 8
Prato
Tel. 0574.812363
www.teatrolabaracca.com
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Via Francesco Ferrucci 66
Tel. 0574.710504
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