Mercoledì, 08 Febbraio 2012

Omaggio a due regine

Rimane aperta fino al prossimo 8 febbraio a Palazzo Strozzi la mostra Caterina e Maria de' Medici: donne al potere, un grande secolo di storia tra dipinti, sculture, arazzi,
preziosità. Due italiane, stessa famiglia, stesso trono: Caterina e Maria de’ Medici, prima regine di Francia portatrici di orizzonti culturali inediti, quindi energiche reggenti del regno quali madri di numerosi re bambini. Due donne al potere, entrambe controverse ed emblematiche, che hanno marchiato un secolo di storia d’Europa. Quattrocento anni dopo, Firenze ne celebra il mito riportandole idealmente nella loro città d’origine attraverso una mostra di particolare fascino, che tra dipinti, sculture e varie preziosità espone anche una straordinaria serie di arazzi monumentali, di recente ricomposta e presentata con bel successo a Parigi nella Galleria dei Gobelins e nel Castello di Chambord. Si tratta delle quindici spettacolari opere (tutte di altezza prossima ai cinque metri) dedicate alla leggendaria regina Artemisia. Ne fu proposto il progetto a Caterina, vedova di Enrico II, dopo l’inizio della reggenza (1560), per glorificare, con il re defunto, la dinastia dei Valois. Il capostipite dei re Borbone Enrico IV (‘Parigi val bene una messa’) la volle realizzata oltre 40 anni dopo, alla fine delle sanguinose guerre di religione, per celebrare la nuova consorte Maria de’ Medici senza risparmio di ori e fili tra i più preziosi. Questo nucleo centrale della mostra, di evidente gusto classicheggiante e manieristico, dialoga stilisticamente con una serie di dipinti del belga Bernard Rantwyck (le ‘sette meraviglie del mondo’) e calchi in gesso, tutti di soggetto mitologico, e trova il suo contesto storico e culturale in due sezioni che aprono e chiudono il percorso: la prima presenta dipinti e oggetti riferiti o appartenuti alle due regine; l’altra restituisce al mito dell’antica Artemisia la sfera del dolore privato che per Caterina e Maria era stato disinvoltamente alterato per esigenze che oggi definiremmo propagandistiche.
Caterina de’ Medici (1519-1589) era, come noto, figlia di Lorenzo duca d’Urbino e di Maddalena de la Tour d’Auvergne, ovvero pronipote di Lorenzo il Magnifico e nipote di papa Clemente VII. Maria (1575-1642) apparteneva invece a un ramo diverso della famiglia, essendo figlia del Granduca Francesco I dei Medici e di Giovanna d’Austria. La vicenda narrata dagli arazzi cui entrambe sono legate ha origine nel poema epico Histoire de la Royne Arthémise, composto nel 1561-1562 da Nicolas Houel, ‘farmacista’ parigino, collezionista e poeta dilettante. Per rendere omaggio alla reggente Caterina de’ Medici, Houel fuse in un unico racconto la vita di due Artemisie d’antan, entrambe regine della Caria, regione dell’odierna Turchia. Tempra guerriera, alleata dei persiani contro i Greci, la prima partecipò alla battaglia di Salamina nel 480 a. C. L’altra visse invece un secolo dopo: vedova del re Mausolo, in sua memoria fece erigere ad Alicarnasso (l’attuale Bodrum) il celebre Mausoleo, una delle sette meraviglie del mondo.
Artisti importanti (il più noto fu Antoine Caron) illustrarono il testo di Houel con i disegni (53 sono ancora conservati nella Bibliothèque de France e al Louvre) da cui si dovevano trarre i cartoni per tessere gli arazzi. Ideati per la vedova di Enrico II, celebrarono invece Maria de’ Medici, nel 1600 sposa a Enrico IV che aveva ripudiato la prima moglie (la reine Margot, figlia di Caterina) incapace di dare un erede al trono di Francia. Gli arazzi furono tessuti a Parigi nella manifattura di faubourg Saint Marcel, che si trovava nel quartiere dei Gobelins. Fu fondata dallo stesso Enrico IV e affidata a due arazzieri fiamminghi, François de La Planche e Marc de Comans. Per omaggiare la consorte, il re fece aggiungere nuovi episodi, per la maggior parte illustrati dai disegni di Henry Lerambert. Ma essendo ancora in vita (morirà nel 1610), omise la parte del mito relativa alla devozione di Artemisia per il marito defunto (funerali e costruzione del Mausoleo). Volle invece inserito e ampliato il tema della guerra e delle vittorie, in virtù del mutato clima politico caratterizzato soprattutto dall’esaurirsi delle guerre di religione che avevano insanguinato la Francia. Questa immersione nel mito e nella storia si accompagna all’esibizione di dipinti e manufatti che consentono al visitatore di approfondire la conoscenza delle due regine, alle quali è quanto meno riconosciuto il merito di aver portato in Francia molte raffinatezze del Rinascimento fiorentino. Nella sezione a loro dedicata sono infatti esposti dipinti e oggetti, legati alla loro biografia, che ne raffigurano le nozze e ne documentano il gusto. Fra quelli appartenuti a Caterina, la Cassetta di Valerio Belli, in argento e cristallo di rocca, e la coppa di Diana di Poitiers, la grande horizontale di Enrico II e somma rivale di Caterina. A testimoniare la passione della regina per i sortilegi (e i rapporti con Nostradamus) ecco anche il suo misterioso talismano astrale. Riferibili a Maria sono invece un cammeo con le effigi della coppia reale (dal Louvre), una piccola tela raffigurante un loro banchetto all’aperto e una lettera che Maria inviò, con un beneaugurante disegno di neonato, alla sorella Eleonora per la nascita del primo figlio. Nella sezione Restituzione di Artemisia al mito la mostra presenta infine otto dipinti (due provengono dagli Stati Uniti) di altrettanti artisti italiani del Seicento: Francesco Curradi, Girolamo Forabosco, Cesare Dandini, Domenico Fetti, Gian Gioseffo Dal Sole, Bernardino Mei e Francesco Cairo. Le opere hanno di particolare che sono tutte relative a una scena tanto drammatica e teatrale, quanto assolutamente privata. Si tratta dell’episodio in cui Artemisia, sullo sfondo del Mausoleo, beve le ceneri del marito mischiate alle proprie lacrime, divenendo così sepolcro vivente dell’adorato consorte. Comune a molti popoli e culture, il rito ha attraversato i millenni rivelandosi efficace per legittimare la trasmissione del potere anche alle donne, di norma escluse dalla successione al trono e accettate solo come reggenti pro tempore, in quanto madri di futuri sovrani ancora bambini. Il caso che, appunto, accomunò Caterina e Maria de’ Medici.

Caterina e Maria de' Medici: donne al potere

Fino all'8 febbraio 2009

Palazzo Strozzi
Piazza Strozzi
Firenze

Orari: tutti i giorni 9.00-20.00. Giovedì 9.00-23.00. Accesso fino a un’ora prima della chiusura.
Biglietto: intero 10.00 €; ridotto 8,50 €
Informazioni: tel. 055.2645155
www.palazzostrozzi.org.
Prenotazioni: Sigma CSC, tel. 055.2469600

Didascalie:
Jacopo di Chimenti da Empoli (Firenze 1551-1640)
Nozze di Caterina de’ Medici con Enrico di Valois
1600, olio su tela, cm 227x235
Firenze, Galleria degli Uffizi

Jacopo di Chimenti da Empoli (Firenze 1551-1640)
Nozze per procura di Maria de’ Medici con Enrico IV re di Francia, rappresentato da Ferdinando I
1600, olio su tela; cm 242 x 242
Firenze, Galleria degli Uffizi

Manifattura del faubourg Saint-Marcel su disegno di Antoine Caron
La presa di un fortino
primo decennio del xvii sec., lana, seta, argento, oro; cm 491 x 675
Parigi, Mobilier national

Manifattura del faubourg Saint-Marcel su disegno di Antoine Caron
La regina distribuisce il bottino di guerra
primo decennio del xvii sec., lana, seta, argento, oro
cm 497 x 660
Parigi, Mobilier national

Gasparo Miseroni (Milano 1518-1573)
Coppa “di Diana di Poitiers”
1550 ca., cristallo di rocca, montatura in oro smaltato; H. cm 22,3
Firenze, Palazzo Pitti, Museo degli Argenti

Giovan Gioseffo Dal Sole (Bologna 1654-1719)
Artemisia riceve le ceneri del marito Mausolo
1690-1695 ca., olio su tela; cm 157 x 190 (senza cornice)
Roma, Galleria Nazionale d’Arte Antica, Palazzo Corsini

SPECIALE LISBONA

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circa 16 ore fa Doppia recensione di Michele Lupo: http://t.co/me47Qrc6
circa 1 giorno fa Una breve nota sul senso dei pittori per la neve: http://t.co/laoDWVrE
circa 2 giorni fa "A letto con ALIBI" fa tappa a Basilea. I particolari qui: http://t.co/7ye9fb0q
circa 3 giorni fa oggi ai "Girasoli" di Radio Popolare un mio intervento sulle mostre di Stefano Bruzzi a Piacenza. Ore 14.00. In studio Tiziana Ricci
circa 4 giorni fa @radiopopmilano Ho messo su ALIBI il podcast della puntata odierna de "La Bottega delle Muse": http://t.co/lZvIPwpE
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circa 4 giorni fa Ho appena pubblicato su ALIBI il banner dedicato a Twitter. Se ti piace, condividilo! :-) http://t.co/iYoITpXh
circa 5 giorni fa Arrivato a Centrale con appena 25 minuti di ritardo... :-)
circa 5 giorni fa A Domodossola verso Milano. È stata una due-giorni molto intensa a Basilea... :-)
circa 5 giorni fa Splendida Basilea sotto la neve: il Museo Tinguely, il Kunstmuseum, l'Antikenmuseum, i tram verdi che attraversano il Reno... Adoro Basel!
circa 5 giorni fa A Basilea sta nevicando abbondantemente. Le previsioni del tempo che avevo letto sul Corriere davano a zero il rischio di precipitazioni...
circa 6 giorni fa "Ce qu'il y a de mieux dans les musées, ce sont les fenêtres" (Pierre Bonnard). Vale anche per la Fondazione Beyeler
circa 6 giorni fa Ho scoperto che all'Antikenmuseum di Basilea è in corso la mostra "Sesso, droghe e musica". domani la visiterò... http://t.co/DAu2joWt
circa 6 giorni fa Di ritorno dalla Fondazione Beyeler: la mostra di Bonnard mi è piaciuta; soprattutto le sale dedicate ai "bagni" e agli "specchi"...
circa 6 giorni fa Cambio treno a Briga, con pausa caffè. Leggete qui: http://t.co/gg5tLRx2
circa 6 giorni fa Sarà pure secco come dice l'amica mia, ma è comunque un freddo della madonna quello che fa qui a Basilea... :-)
circa 6 giorni fa Maggiori informazioni sulla costruzione della nave vichinga sul sito: www.visitdenmark.com
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