Nei primi anni del Novecento, il grande egittologo e filantropo Ernesto Schiaparelli (1856 – 1928) era il direttore del Museo Egizio di Torino e della Missione Archeologica Italiana, impegnata nelle campagne di scavo nella valle del Nilo. L’esplorazione scientifica era ormai subentrata alla ricerca dei collezionisti e stava portando alla luce nuovi contesti come quelli delle comunità neolitiche che avevano preceduto l’età delle piramidi. Erano impegnate in Egitto le maggiori potenze europee e gli Stati Uniti, ma uno straordinario apporto alle nuove scoperte scientifiche è dovuto proprio alla missione italiana, nonostante la scarsa dotazione di mezzi di cui disponeva nel contesto politico e sociale postunitario. Il 2 Febbraio del 1911 dal sito di Assiut, in una lettera a Schiaparelli, il suo assistente Virginio Rosa scriveva con grande soddisfazione: “In quanto agli scavi ho l’onore ed il piacere di annunciarle che si è trovata una tomba intatta. A mezza montagna siamo entrati in un antro tagliato nella roccia con tre camere […] La camera ad ovest conteneva […] un sarcofago in legno con mummia avvolta in tele sciolte. Alla destra del morto 5 magnifici vasi in terracotta rossa […] Nella camera di mezzo tre sarcofagi …”. Nelle necropoli di Assiut la Missione Italiana aveva portato alla luce straordinarie sepolture, ricche di testimonianze della vita sociale e del contesto culturale di una provincia del Medio Egitto fra il 2100-1900 a.C.

Tutti i reperti trovati dalla Missione sia ad Assiut che a Gebelein sono così giunti a Torino nei depositi del Museo Egizio, dove sono stati premurosamente conservati.
Oggi a distanza di quasi 100 anni, dopo un accurato lavoro di studio e di restauro, è finalmente possibile per tutti rivivere l’esperienza e le emozioni di quelle straordinarie scoperte, effettuate fra il 1908 e il 1920 dalla Missione Archeologica Italiana.
In una grande mostra allestita a Trento e ora a Reggio Calabria sono finalmente esposti al pubblico quei materiali archeologici rimasti per molti anni chiusi nei depositi del Museo. Per la prima volta, anche con l’ausilio di fotografie originali, possiamo tornare virtualmente nei due capoluoghi di provincia nell’Antico Egitto dove sono stati custoditi per 4000 anni nel deserto i segreti della vita quotidiana e della vita nell’aldilà. La mostra a Villa Genoese Zerbi presenta circa 400 reperti, tutti provenienti dai depositi del Museo Egizio di Torino e per lo più mai esposti al pubblico, e ruota intorno ad uno straordinario nucleo di dodici sarcofagi a cassa in legno stuccato e dipinto con iscrizioni che tramandano formule d’offerta e rituali funerari magico-religiosi. In molti casi grazie alla lettura dei geroglifici è possibile svelare i nomi di questi uomini e donne appartenuti alla classe media, amministratori e piccoli proprietari terrieri, vissuti nel Medio Egitto intorno al 2.000 a.C.
I sarcofagi, alcuni dei quali contengono ancora la mummia, sono arricchiti da tutti gli elementi del corredo funerario che accompagnavano il defunto e attraverso i quali oggi possiamo ricostruire le loro storie e quelle delle loro famiglie: vasi, poggiatesta, specchi, sandali, bastoni, archi e frecce, cassette in legno, modellini di animali, barche con equipaggi, modelli di attività agricole e artigianali. Dall’osservazione di tutti questi materiali emerge la sorprendente capacità degli artigiani egiziani nella lavorazione del legno, che fece di Assiut uno dei centri dove fu raggiunto il massimo livello di espressione artistica alla fine del Primo Periodo Intermedio.

Per la prima volta sono esposte circa 40 pareti di sarcofago con geroglifici incisi e dipinti e 10 stele recentemente restaurate, che svelano i segreti della scrittura geroglifica e permettono di conoscere le credenze funerarie e le principali divinità del pantheon egiziano. Di straordinaria fattura sono le statue in legno, alcune delle quali di notevoli dimensioni benché frammentarie, che erano destinate a riprodurre il corpo del proprietario nella vita eterna e mostrano i signori della città in posa elegante e composta, con un lungo bastone di appoggio e uno scettro come insegne del loro prestigio. Potenti “signori della guerra” di un’epoca di lotte feudali, come ci ricorda l’iscrizione del principe Khety I, incisa sulle pareti della sua tomba: “Ero uno forte con l’arco, potente con il braccio, molto temuto dai vicini”.
Le dimore eterne di Assiut e Gebelein ci restituiscono in ultima istanza le testimonianze di due siti della provincia egiziana in un’epoca in cui l’indebolimento del potere faraonico centrale lasciò spazio ad una sorta di democratizzazione dell’aldilà (la sepoltura non è più una prerogativa esclusiva del faraone e della sua ristretta cerchia) e a espressioni artistiche di straordinaria originalità.
INFORMAZIONI
IN ARCHIVIO:
- Una mostra celebra i 200 anni della Description de l'Egypte
- Almuerzo con Paolo Gallo, egittologo in cerca di fondi
- Gallo e Tiradritti: dieci anni di scoperte archeologiche in Egitto
- Alla Venaria Reale l'Egitto ammalia con i suoi tesori sommersi
Informazioni
INFORMAZIONI
Egitto mai visto
Le dimore eterne di Assiut e Gebelein
Villa Genoese Zerbi
Via Zaleuco 16/18
Reggio Calabria
Dal 21 febbraio al 20 giugno 2010
Orari:
febbraio, marzo, aprile: dal martedì alla domenica 9.00-13.00; 16.00-20.00
maggio e giugno: dal martedì alla domenica 9.00-13.00; 17.00-21.00
La biglietteria chiude 30 minuti prima
Lunedì chiuso
Biglietto: intero 7 €; ridotto 5 €
Informazioni e prenotazioni
Tel 199.757515
Didascalie:
Sarcofago anonimo, Gli occhi di udjat (part.)
Legno dipinto
Assiut, Primo Periodo Intermedio
Scavi Schiaparelli 1908
Statuetta di Scriba
Legno dipinto
Tebe, Necropoli del Primo Periodo Intermedio
Acquisizione prima del 1888
Ritrovamento ad Assiut del sarcofago di Shepsittaesi di epoca tolemaica, oggi conservato a Biella
Modello di equipaggio
Legno dipinto
Assiut, Primo Periodo Intermedio - Medio Regno
Scavi Schiaparelli 1911-13
BIBLIOTECA
BIT 2012
circa 6 ore fa
Intervista all'artista spagnolo Alberto Corazón:
http://t.co/Zfq8MsQu
circa 1 giorno fa
Mi è arrivato "Gli studenti di storia" di Alan Bennett, edito da Adelphi. Nei prossimi giorni pubblicherò la recensione su ALIBI
circa 2 giorni fa
Michele Lupo recensisce su ALIBI due bei romanzi targati Iperborea: http://t.co/bOeGl00G
circa 2 giorni fa
The Beatles in the Brianzashire. Renato Ornaghi ha presentato Praa de magioster per semper da Lettori Golosi a Monza: http://t.co/A8uQ5uOw
circa 3 giorni fa
Tazzine d'Italia: Caffè Carducci a Monza, http://t.co/bx0oFal4
circa 3 giorni fa
Ad Ajo Blanco pinchitos de pollo, tortilla y bocadillo de patanegra y tomate... Vamos!
circa 3 giorni fa
Alla libreria Lettori Golosi per la presentazione del CD di Renato Ornaghi "Praa de magioster per semper. The Beatles in the Brianzashire"
circa 4 giorni fa
Tra gli appuntamenti più interessanti della BIT ho in agenda quello con il Circuito Città d’Arte della Pianura Padana: http://t.co/Xz2rWVh8
circa 4 giorni fa
@aleagostiniat è questo l'account che utilizzo ora:
https://t.co/MUQuMfiA
ciao, Saul
circa 4 giorni fa
intervista a Fabio Bussotti, autore de "Il cameriere di Borges", appena mandato in libreria da Perdisa: http://t.co/8w4N4CdS
circa 5 giorni fa
@CarmineAceto Su ALIBI trova la mia recensione de "Il cameriere di Borges" di Bussotti. Saluti!
http://t.co/T0JPLCv4
circa 5 giorni fa
@Bookrep ecco la mia recensione su ALIBI:
http://t.co/T0JPLCv4
circa 5 giorni fa
Ecco la recensione de "Il cameriere di Borges" di Fabio Bussotti, edito da Perdisa: http://t.co/T0JPLCv4
circa 5 giorni fa
buon compleanno, Tazzine d'Italia! http://t.co/LfoDdSUu
circa 6 giorni fa
L'influenza non demorde, ma sono arrivati i nuovi biglietti da visita di ALIBI! Da sfoggiare alla BIT la settimana prossima... :-)
circa 6 giorni fa
@ValleSusa anche ALIBI Online è su Twitter! https://t.co/MUQuMfiA
:-) ciao, Saul
circa 7 giorni fa
"A letto con ALIBI" fa tappa a Lisbona:
http://t.co/OMNKLLL5
circa 7 giorni fa
infulenza permettendo, stasera si va al Carcano a vedere "La bottega del caffè" di Goldoni
circa 8 giorni fa
Doppia recensione di Michele Lupo:
http://t.co/me47Qrc6
circa 9 giorni fa
Una breve nota sul senso dei pittori per la neve:
http://t.co/laoDWVrE
Ultimi Commenti
L'eterna lotta tra memoria e o...
Ma il poliziotto "troppo molisan...
Una mostra nelle Fiandre risve...
"Non gettavo più di uno sguardo ...
Un pomeriggio invernale lungo ...
Sono rimasto affascinato di ques...
Il senso degli artisti per la ...
Ricordo la lunga sequenza del gr...
Piacenza dedica una mostra-dit...
I macchiaioli erano un po' "i no...







