Rimangono pochi giorni per visitare Byzantium 330-1453 alla Royal Academy of Arts di Londra. Va detto senza giri di parole: è una delle mostre più belle che abbia visto
negli ultimi anni. L’elenco dei capolavori esposti è particolarmente lungo, a cominciare dal gigantesco lampadario che pende dal soffitto della Wohl Central Hall. È simbolicamente e scenograficamente posto all’inizio dell’esposizione per ricordare l’importanza della luce per i Bizantini, così come l’oro simboleggiava la luce divina di Cristo. E di oro ce n’è a profusione, su icone, libri miniati, gioielli e arredi sacri. Ma prima di immergersi nel percorso è bene farsi un’idea delle varie fasi della storia dell’impero osservando i pannelli con le cartine. Nella prima sala, dedicata a Costantino, si viene accolti da uno splendido mosaico pavimentale con le personificazioni dei mesi, datato all’inizio del VI secolo, rinvenuto a Tebe. Per esemplificare la continuità tra la prima scultura cristiana e la statuaria antica vengono esposti due pezzi sul profeta biblico Giona, sputato dalla pistrice e in riposo sotto il ricino. Ecco poi Costantino, il fondatore della Seconda Roma, presente con l’intensa testa di bronzo del museo di Belgrado, già esposta alla mostra sui Barbari a Palazzo Grassi a Venezia.Nelle successive sale i tesori paiono moltiplicarsi e la ricchezza ulteriormente accentuarsi. Si capisce in un istante la forza attrattiva che dovettero esercitare sui Crociati venuti per mettere a sacco Costantinopoli nel 1204.

Una parte del bottino è tuttora conservata nel Tesoro di San Marco a Venezia, come l’eccezionale icona dell’Arcangelo Michele, tempestata di pietre preziose e il profumiere a forma di chiesa. Nella sala dedicata alle icone ci si perde nella contemplazione della raffinatezza delle opere esposte, alcune di dimensioni gigantesche. La visita richiede il tempo necessario per focalizzare i dettagli che altrimenti andrebbero perduti, come la rara scena di amore paterno del San Giuseppe che stringe a sé il Bambino nell’icona della Koimesis, ovvero del trapasso nel sonno della Vergine. Byzantium non propone un viaggio nel millennio della civiltà bizantina: sarebbe stato impossibile. È invece un’avvincente carrellata ricca di oggetti scelti con cura e cognizione di causa in base alla loro importanza storica e alla raffinatezza artistica.
Saul Stucchi
Informazioni
In archivio:
- Tra Bisanzio e Costantinopoli
- A Bisanzio con la Giagnoni
Informazioni
Byzantium 330-1453
Royal Academy of Arts
Piccadilly W1J 0BD
Orari: tutti i giorni 10.00-18.00; venerdì e sabato 10.00-20.00
Biglietto: intero 12 £; ridotto 10 £
Info: www.royalacademy.org.uk
Didascalie:
Unknown artist
Enamel icon with Archangel Michael
Silver gilt, gold cloisonné, stones
46 x 35 cm
Procuratoria di San Marco, Venezia
Photo per gentile concessione delle Procuratoria di San Marco/Cameraphoto Arte, Venice
Unknown artist
The Khludov psalter, 857-865
Parchment, ink, cinnabar, gold painting, tempera, wood and leather
21 x 17.5 x 6 cm
The State Historical Museum, Moscow, Russian Federation, GIM 86795 Khlud. 129, fol. 67r
Photo © The State Historical Museum
Unknown artist
Incense burner in the shape of a church, 10th-11th century
Silver partially gilded
36 cm
Procuratoria di San Marco, Venezia
Photo per gentile concessione della Procuratoria di San Marco/Cameraphoto Arte, Venice
Att. to Giunta Pisano
Double sided processional cross, Christ crucified, 1250
egg tempera on wood
113 x 83 cm
Museo Nazionale di San Matteo, Pisa
Photo su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza di Pisa e Livorno/Aldo Mela
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