Mercoledì, 30 Maggio 2012

Il Museo dei Diamanti di Anversa espone i gioielli di Napoleone

Napo_gioielli_ante “Anversa è una pistola puntata al cuore dell'Inghilterra”. In fatto di frasi ad effetto non sempre corrispondenti alla realtà Napoleone ha pochi competitori, anche se si trova in ottima (o pessima, dipende dai punti di vista) compagnia. Attorno a questa programmatica esclamazione che la storia si è presa la briga di smentire, la città delle Fiandre e in particolare il suo Museo dei Diamanti hanno costruito una bella mostra intitolata Per l'onore e per la gloria. Napoleone e i gioielli dell'Impero, aperta al pubblico fino al prossimo 31 dicembre. Possiamo perdonare il campanilismo di Anversa ricordandone l'importanza strategica che il suo porto rivestiva nei piani bellici di Napoleone, peraltro presto messi da parte dopo la batosta di Cabo Trafalgar (1805), nelle cui acque la flotta inglese capitanata da Horatio Nelson (che perse la vita nelle ultime fasi dello scontro) distrusse quella francese. Le date sono molto importanti: la prima volta che Napoleone visitò Anversa era il 1803, e vi arrivò in compagnia della moglie Giuseppina. Una stampa dell'epoca ne ha immortalato l'ingresso in città, mentre un'altra ricorda la struttura dei cantieri navali. Sette anni più tardi Napoleone, dal 1804 Imperatore dei Francesi, tornò accompagnato dalla nuova moglie, l'austriaca Maria Luisa. Una grande tela, inspiegabilmente posizionata troppo in alto, mostra la coppia imperiale mentre sbarca dalla scialuppa di rappresentanza: lui tiene la mano della consorte, ma guarda già verso i dignitari della città e pare impaziente di ascoltarne i rapporti.
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Dicevamo delle date: un pannello con la cronologia della vita di Napoleone riassume i principali avvenimenti dell'epoca, segnalando le battaglie decisive e i trattati di pace, mentre la riproduzione dei suoi più celebri ritratti ne ricorda la parabola anche fisica. Custodita in teche antifurto viene esposta una ricca selezione di gioielli prestati da istituzioni pubbliche e da collezioni private (la regina Elisabetta II, per esempio, ha prestato un anello con cammeo con il ritratto dell'arcinemico: chissà come finito nella sua collezione). Anelli, collane, orecchini, bracciali e corone, ma anche onorificenze, armi di lusso, piatti e vasi, documenti e stampe, raccontano l'epopea napoleonica, ricordandone i protagonisti, gli episodi storici più celebrati e lo stile di vita della nuova nobiltà che si era stretta attorno a Napoleone. Possiamo addirittura esaminare il kit da viaggio per la cura dentale dell'Imperatore, anche se il pubblico maschile si soffermerà piuttosto sulle splendide armi regalate ai generali Masséna e Ney e quallo femminile sulle straordinarie gioie dell'Imperatrice Giuseppina.
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Purtroppo il percorso espositivo risulta un po' confuso, anche per la ridotta dimensione delle sale, e di certo non aiutano le didascalie, replicate in ben cinque lingue! Alcune sono collocate in posizioni a dir poco scomode, come quelle relative all'uniforme di Nicolas François Conroux de Pépinville, fissate a livello del pavimento: per leggerle non resta che inginocchiarsi. La mostra illustra, attraverso decine di oggetti preziosi, lo sfolgorio del lusso che aveva contagiato la società francese dopo i rigori (anche moralistici) della Rivoluzione. Sotto il Primo Impero tutto sembrava possibile e lecito perché non vi erano più né regole né censure, se non quelle del rigido protocollo che informava la vita di corte. Sembrava che le lancette dell'orologio fossero state riportate indietro ai fasti della Versailles di Luigi XIV, ma ora era la nuova aristocrazia a pavoneggiarsi. A guardar meglio, però, si osserva che anche nella moda l'epoca del Primo Impero vide un sostanziale aggiustamento di rotta, ponendo un freno agli eccessi a cui i cittadini si erano abbandonati sotto il Consolato. Tuttavia era impossibile tornare indietro e una moda decisamente più libera di quella degli anni precedenti il 1789 si stava ormai diffondendo in tutta Europa, anche grazie ai giornali femminili, veri e propri strumenti di marketing della moda parigina.
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I numerosi componenti della famiglia imperiale, a cominciare dai fratelli e dalle sorelle di Napoleone per proseguire con i rispettivi coniugi e giù giù seguendo i fili della ragnatela che teneva insieme il clan Bonaparte, si prestavano volentieri a pubblicizzare gli ultimi dettami della moda della capitale, sfoggiando abiti e gioielli sempre più sfarzosi e costosi. Fin dall'antichità i gioielli sono stati utilizzati come veicoli di propaganda e come regali diplomatici, a suggello di alleanze o come “promesse” di ulteriori e ancora più sostanziose “attenzioni” e l'epoca napoleonica non ha fatto eccezione, anzi ha visto queste pratiche perfezionarsi a livelli mai raggiunti prima e forse neppure dopo. L'oro è sempre stato considerato il metallo più pregiato, eppure non mancano episodi storici – anche riferibili all'epoca in esame - che testimoniano la sua momentanea messa da parte in favore di quelli più vili: le donne prussiane, negli anni della lotta patriottica anti-francese, andavano fiere dei loro anelli di ferro su cui era incisa la frase “Ho donato dell'oro per il ferro”. Lo stesso Napoleone regalò alla sua amante polacca Maria Walewska un anello a forma di scarabeo realizzato con la pallottola d'acciaio che aveva abbattuto il suo cavallo nella battaglia di Dresda (1813) e che era ovviamente destinata a lui.
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L'abitudine di regalare vistosi ed originali gioielli alle proprie amanti non è dunque una novità di oggi e neppure la doppia morale. Ecco cosa scrive il valletto di Napoleone, Constant Wairy, nel suo diario (pubblicato pochi anni fa da Sellerio): “Diceva anche che la mancanza di moralità era il vizio più dannoso per un sovrano che ha il dovere di essere d'esempio. Quello che egli intendeva per immoralità era senz'altro la pubblicità scandalosa data a relazioni che dovevano rimanere segrete mentre non riteneva immorali le relazioni di per sé, che, come avrebbe fatto chiunque, non respingeva quando capitavano”. In quel “non respingeva” c'è tutta la piaggeria del cortigiano.
Saul Stucchi

Per l'onore e per la gloria
Napoleone e i gioielli dell'Impero

Fino al 31 dicembre 2010

Diamond Museum Province of Antwerp
Kon. Astridplein 19-23
Anversa (Belgio)

Orari: tutti i giorni tranne il mercoledì 10.00-17.30 (la biglietteria chiude alle 17.00)
Chiuso il 25 e il 26 dicembre
Biglietto: intero 8 €; ridotto 6 €

Informazioni:
Tel. +32 (0)3 2024890
www.diamantmuseum.be
www.napoleondiamant.be/en

Didascalie:
Cammeo di Napoleone in forma di pendaglio
Dopo il 1804
© Albion Art Collection

Arrivo di Napoleone I e di Maria Luisa ad Anversa, il primo maggio 1810
Louis Philippe Crépin (1772-1851)
© RMN / droits reserves
(Fondation Dosne-Thiers, Collection F. Masson-N°d’inventaire MP022, Frankrijk)

Diadema di Giuseppina
© Musée d’Art et d’Histoire, Palais Masséna, Nice, Inv. Chapsal 1163

Cofanetto contenente un fucile e un paio di pistole, offerto dal Primo Console al Generale Masséna
Consolato
Collezione privata

Anello di Maria Walewska
© Collection Comte Charles-André Walewski

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