Sede del Comitato Olimpico Internazionale; elegante città di lago e meta turistica che riesce sempre a sorprendere, anche grazie a una ricca offerta culturale che la rende un polo d'attrazione a livello europeo e non solo. Se ancora non avete scoperto Losanna, approfittate dell'occasione che il Musée de l’Elysée offre fino al prossimo 28 agosto. Si tratta della mostra Fellini, la Grande parade, un omaggio al regista riminese e insieme un viaggio nella sua opera, non solo cinematografica. L'esposizione non è organizzata secondo un criterio cronologico, perché i curatori hanno preferito “avvicinarsi” al grande Federico attraverso le sue ossessioni, istituendo un dialogo serrato tra immagini in movimento e scatti fotografici.

È proprio l'universo dell'immagine il co-protagonista del percorso espositivo: è ben noto, per esempio, che Fellini amava disegnare e molte delle foto che lo ritraggono o hanno immortalato le stelle dei suoi film sono diventate vere e proprie icone, emblemi di un'intera epoca, così come è emblematica la dichiarazione del regista scelta da Sam Stourdzé ad apertura dell'introduzione del catalogo a corredo della mostra: “Io non voglio dimostrare niente, voglio mostrare”. E lo stesso, in sintesi, si può dire che faccia l'esposizione.

Sono quattro i nuclei attorno ai quali ruota la mostra. La prima sezione è dedicata alla cultura popolare e indaga gli elementi che hanno ispirato Fellini, a cominciare dal circo e dai fumetti, senza tralasciare la religione, il rock'n'roll e il fotoromanzo (Fellini, invece, detestava la televisione e la pubblicità). La seconda si intitola “Fellini all'opera” e illustra il suo modo di lavorare, dalla collaborazione con gli sceneggiatori, alla cura che prestava per tutti i particolari del film. Nella terza parte, “La città delle donne” (dal titolo del suo celebre film del 1980), al centro dell'attenzione c'è l'universo femminile, ma anche le attrici e gli attori con cui legò i rapporti più stretti: la Masina, Anita Ekberg e Marcello Mastroianni, da lui impiegato nel ruolo di suo alter ego. Infine la sezione intitolata “Invenzione biografica” prende in esame il consapevole rapporto del cineasta con la propria immagine, dando ampio spazio al Libro dei sogni.

Il mondo onirico e la caverna in cui si accumulano – apparentemente senza ordine – i ricordi sono i giacimenti dai quali Fellini estraeva le idee per le sue opere. E la mostra ne dà conto attraverso gli scatti di fotografi come Tazio Secchiaroli, Ampelio Ciolfi e Osvaldo Civarini, locandine di film, giornali d'epoca e naturalmente spezzoni dei suoi capolavori, a cui si aggiungono scene tagliate, provini e film per amatori: vere e proprie chicche che soddisferanno il palato anche dei cinefili più preparati. Un ruolo molto importante spetta ai disegni, non solo perché Fellini esordì come vignettista satirico, ma anche perché il regista, seguendo il consiglio dello psicanalista junghiano Ernest Bernhard, per trent'anni ha trasferito sulla carta sogni e ossessioni che lo visitavano e che poi, spesso, trasferiva nei suoi film.
Saul Stucchi
Fellini, la Grande parade
Fino al 28 agosto 2011
Musée de l’Elysée
18, avenue de l’Elysée
Losanna (Svizzera)
Orari: da martedì a domenica 11.00–18.00; chiuso il lunedì, a eccezione dei giorni festivi
Biglietto: intero 8 CHF; ridotto 6-4 CHF
Bambini e ragazzi fino a 16 anni ingresso libero; ingresso libero il primo sabato del mese
Informazioni:
www.elysee.ch
Didascalie:
Anita Ekberg e Marcello Mastroianni ne La Dolce Vita, 1960
Courtesy Collection Christophe Schifferli, Zurich
Federico Fellini, marzo 1955
Courtesy Collezione privata, Parigi
Federico Fellini, Libro dei sogni. Sogno del 1° aprile 1975
© Collezione Fondazione Federico Fellini, Rimini
Informazioni su Losanna
www.lausanne-tourisme.ch
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Sono quattro i nuclei attorno ai quali ruota la mostra. La prima sezione è dedicata alla cultura popolare e indaga gli elementi che hanno ispirato Fellini, a cominciare dal circo e dai fumetti, senza tralasciare la religione, il rock'n'roll e il fotoromanzo (Fellini, invece, detestava la televisione e la pubblicità). La seconda si intitola “Fellini all'opera” e illustra il suo modo di lavorare, dalla collaborazione con gli sceneggiatori, alla cura che prestava per tutti i particolari del film. Nella terza parte, “La città delle donne” (dal titolo del suo celebre film del 1980), al centro dell'attenzione c'è l'universo femminile, ma anche le attrici e gli attori con cui legò i rapporti più stretti: la Masina, Anita Ekberg e Marcello Mastroianni, da lui impiegato nel ruolo di suo alter ego. Infine la sezione intitolata “Invenzione biografica” prende in esame il consapevole rapporto del cineasta con la propria immagine, dando ampio spazio al Libro dei sogni.

Il mondo onirico e la caverna in cui si accumulano – apparentemente senza ordine – i ricordi sono i giacimenti dai quali Fellini estraeva le idee per le sue opere. E la mostra ne dà conto attraverso gli scatti di fotografi come Tazio Secchiaroli, Ampelio Ciolfi e Osvaldo Civarini, locandine di film, giornali d'epoca e naturalmente spezzoni dei suoi capolavori, a cui si aggiungono scene tagliate, provini e film per amatori: vere e proprie chicche che soddisferanno il palato anche dei cinefili più preparati. Un ruolo molto importante spetta ai disegni, non solo perché Fellini esordì come vignettista satirico, ma anche perché il regista, seguendo il consiglio dello psicanalista junghiano Ernest Bernhard, per trent'anni ha trasferito sulla carta sogni e ossessioni che lo visitavano e che poi, spesso, trasferiva nei suoi film.
Saul Stucchi
Fellini, la Grande parade
Fino al 28 agosto 2011
Musée de l’Elysée
18, avenue de l’Elysée
Losanna (Svizzera)
Orari: da martedì a domenica 11.00–18.00; chiuso il lunedì, a eccezione dei giorni festivi
Biglietto: intero 8 CHF; ridotto 6-4 CHF
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