14 luglio 2006. Dopo la vittoria dell’Italia, giunta in finale contro la Francia, ai Mondiali di Germania non posso perdere l’occasione di correre a Parigi
alla prima occasione possibile. E quale migliore occasione del 14 luglio, giorno in cui si celebra l’anniversario della presa della bastiglia? Il 14 luglio prendo un aereo della Ryan Air precedentemente prenotato alla modicissima cifra di 70,00 € andata e ritorno, che parte alle 6.00 del mattino da Bergamo e mi porta a Beauvais alle 8.00 L’aeroporto in cui atterro, minuscolo, senza il pavimento, fornito di un solo bar – ristorante, si trova in Normandia dunque mi attende un lungo viaggio in pullman prima di arrivare finalmente a Parigi dove giungo alle 9.15. 
Alle 10.00 del mattino infatti partirà dall’Arc de Triomphe una parata militare che percorrerà gli Champs Elysées e coinvolgerà i più importanti arrondissement cittadini per terminare alle 12.00 in Place de la Bastille. La camminata che ci aspetta è lunga e faticosa, fortunatamente il tempo è clemente: il sole splende sui cavalli bardati ed il vento rende la passeggiata meno faticosa del previsto. I cavalli sono in fila, i carabinieri e la polizia in alta uniforme seguiti da carri armati di diverse grandezze che accolgono turisti e bambini che ne vogliono visitare l’interno. Il corteo è allegro e festoso ed alle 12.00 giungiamo stremati a Place de la Bastille.

Il pomeriggio scorre sereno: non sono previsti ulteriori eventi commemorativi fino a sera e possiamo goderci una città meravigliosa sotto il sole di luglio: la prima visita, dopo una succulenta crepe al quartiere latino, la dedichiamo a Notre dame che, splendente come sempre, ci accoglie nel ventre sacrale che ispirò uno dei più teneri libri di Victor Hugo più volti ripresi da sceneggiature cinematografiche e teatrali. Ovviamente non può mancare un pomeriggio trascorso a Mont Martre, tra gli artisti di strada, il museo di Dalì, e l’ingresso in quella che per me è la chiesa più bella del mondo: quella di Saint Peire, nella piazzetta, minuscola e spoglia, tutta in pietra e legno. La giornata scorre veloce ed alle 20.00 eccoci già pronti al Trocadéro: la Tour Eiffel risplende davanti ai nostri occhi mentre il sole finalmente comincia ad abbandonare la città lentamente. Alle 22.30 sarà scuro e cominceranno i fuochi d’artificio che chiuderanno la giornata. In poco tempo il Trocadéro si affolla fino a straripare. Tutt’intorno a noi si mescolano lingue e colori diversi in una Babele colorata e ansiosa di veder risplendere una delle torri più famose al mondo.
Ed ecco che la torre si illumina. Prima la base, poi il centro, poi la terrazza, risplendono di migliaia di luci, il tricolore francese impera sulla città dei più grandi scrittori, degli impressionisti, di chi cerca ancora fortuna...Gli applausi scrosciano entusiasti, le urla risalgono e fino alle 23.30 nessuno si accorge di essere stanco e accaldato. Poi la Torre si congeda dagli astanti: i fuochi smettono di rimbombare, le luci si spengono e siamo di nuovi tutti stanchi, assetati e affamati e un’orda di gente si riversa nelle strade e nelle metropolitane soffocanti....ovviamente anche io sono tra questi pazzi con lo stomaco in mano...forse alle 3.00 di notte riuscirò a mangiare un panino...ma anche se per punizione dovessi andare al letto senza cena, ne sarebbe davvero valsa la pena.
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