Mercoledì, 15 Febbraio 2012

Giotto conquista Roma: in mostra al Complesso del Vittoriano

giotto_anteFino al 29 giugno 2009 il Complesso del Vittoriano di Roma ospita un’imponente rassegna dedicata all’artista-simbolo dell’intero Medioevo, il primo vero artista “italiano”, ed all’impatto straordinario che il suo segno ebbe su ogni aspetto del linguaggio artistico in tutto il territorio nazionale. A oltre settanta anni dall’ultima grande mostra su Giotto e la pittura in Italia tra fine Duecento e prima metà del Trecento, allestita alla Galleria degli Uffizi nel 1937 per celebrare il sesto centenario della morte del maestro fiorentino, oltre 150 opere, tutte di altissimo livello e di qualità indiscussa,  sono raccolte qui per la prima volta per ripercorrere nella sua interezza il percorso figurativo giottesco, presentando gli ultimi sviluppi della critica storico-artistica in materia. giotto_2
Maestosi polittici, preziosissime opere su tavola, importanti sculture, rari manoscritti e oreficerie di pregio danno conto di tutte le diverse ramificazioni dell’influsso del maestro fiorentino sull’arte italiana del suo tempo e in tale preziosa selezione spiccano 20 capolavori eseguiti da Giotto, oggi molto difficili da spostare per ragioni di conservazione ed in mostra a Roma per la prima volta, in un’esposizione destinata ad essere un evento unico e irripetibile.
Nell’ultimo decennio, alcune importanti esposizioni hanno affrontato aspetti specifici della vicenda artistica di Giotto, legati a singole opere o a problemi critici di ambito regionale, come nel caso di Bologna, Lombardia e, naturalmente, Firenze; giotto_7a oltre settanta anni dalla famosa esposizione allestita agli Uffizi e dedicata al grande maestro fiorentino ed alla pittura in Italia tra fine Duecento e prima metà del Trecento, si è ora avvertita, però, l’esigenza di ripercorrere con strumenti critici moderni e nella sua interezza il percorso figurativo giottesco, delineando nel contempo le caratteristiche del contesto culturale da cui esso prese le mosse e si sviluppò.
La mostra, infatti, presenta una ricostruzione analitica della situazione artistica italiana tra l’ultimo decennio del XIII secolo e la prima metà del XIV secolo, seguendo il tracciato degli spostamenti di Giotto nella Penisola ed analizzando le sue innovative soluzioni figurative.  La novità e l’originalità della mostra consistono essenzialmente nel fatto che per la prima volta si intende documentare con ampiezza inedita e con opere di altissima qualità lo snodo cruciale dell’arte trecentesca, includendo gran parte del territorio italiano e presentando una panoramica mai tentata in precedenza di tutte le declinazioni stilistiche e formali della lezione giottesca.
giotto_4Artista-simbolo dell’intero Medioevo, Giotto conobbe particolare e vastissima fama anche presso i propri contemporanei, come testimoniano le numerosissime citazioni e trattazioni che lo riguardano, presenti in fonti letterarie e documentarie sin dai primi decenni del Trecento.  La sua personalità artistica fu unanimemente riconosciuta, già dagli intellettuali del tempo, come momento di snodo della cultura pittorica occidentale, in un’ottica anticipatrice dei valori formali, ma anche ideali, del Rinascimento.  Giotto può essere a tutti gli effetti considerato il primo pittore “italiano”, in parallelo con il ruolo svolto da Dante Alighieri nella formazione della nuova lingua nazionale.
Il nucleo davvero originale della mostra è anche la dettagliata ricostruzione dei percorsi giotteschi e della svolta impressa dalle sue opere alle tradizioni e alle scuole pittoriche dei luoghi dove il Maestro lasciò le proprie opere; opere, in qualche caso completamente scomparse, ma idealmente ricostruibili non solo attraverso le fonti scritte, ma, soprattutto, grazie agli echi che se ne riscontrano nella pittura dei maestri locali.
Le opere in mostra

Le opere in mostra

In quest’ottica le regioni italiane interessate saranno, oltre naturalmente alla Toscana, l’Umbria, le Marche, l’Emilia Romagna, il Veneto, la Lombardia, il Lazio, la Campania, proprio per testimoniare la dimensione nazionale del fenomeno figurativo giottesco.
giotto_5In oltre cinquant’anni di attività, infatti, Giotto fornì temi stilistici e, più in generale, argomenti di riflessione sulla funzione e la natura delle arti figurative, agli artisti suoi contemporanei e a quelli delle generazioni successive, tracciando nuovi percorsi i cui effetti saranno alla base, di lì a meno di un secolo, delle opere dei grandi maestri del Rinascimento. Temi come la rappresentazione tridimensionale dello spazio, il recupero del naturalismo dell’immagine e della figura umana, l’introduzione di una dimensione affettiva della pittura divennero, dopo Giotto, aspetti ineliminabili del dibattito artistico, come venne, con singolare rapidità, compreso anche dai maggiore letterati e poeti del Trecento, da Boccaccio a Petrarca.
Tra le opere presenti in mostra spiccano veri e propri capolavori di grandi maestri come i pittori Cimabue, Simone Martini, Pietro Lorenzetti, gli scultori  Arnolfo di Cambio, Tino di Camaino, Giovanni Pisano, Giovanni di Balduccio, gli orafi Guccio di Mannaia, Andrea Pucci Sardi, tra i miniatori Cristoforo Orimina e il Maestro del Codice di San Giorgio, uno dei più raffinati e colti interpreti della lezione giottesca.
L’influsso di Giotto, però, non può essere limitato alla sfera pittorica, ma, come la mostra testimonia in modo davvero innovativo, va esteso a tutte le sfere dell’arte.  L’esposizione, quindi, dà ampio spazio anche al settore delle arti suntuarie (particolarmente oreficerie e manoscritti miniati), che erano all’epoca il più diffuso tramite per la circolazione di temi stilistici e iconografici e sulle quali la pittura giottesca incise in modo diretto e rilevante.  La sezione dedicata alla scultura, poi, documenta sia l’importanza della lezione di Nicola Pisano e Arnolfo di Cambio per la formazione di Giotto, sia la svolta impressa da quest’ultimo anche alla plastica medievale sviluppando i temi spaziali e di naturalismo già presenti nelle opere arnolfiane e poi sviluppate da altri grandissimi maestri, quali Giovanni Pisano, Tino di Camaino,  Giovanni di Balduccio e Andrea Pisano.
giotto_8
La collocazione romana della mostra va anche intesa in funzione esplicativa del ruolo che l’Urbe e i suoi monumenti antichi svolsero nella formazione del linguaggio giottesco, aspetto questo sinora mai compiutamente affrontato in un percorso espositivo, anche se da qualche anno riportato al centro dell’attenzione dalla letteratura specialistica con risultati di grande interesse.   Ma non solo: a Roma Giotto lasciò opere fondamentali, promosse dal cardinale Jacopo Stefaneschi la cui attività di committente sarà rappresenta in mostra dai resti del mosaico della Navicella, da una parte del Trittico per la Basilica, dalle immagini dei S. Pietro e Paolo nel Tesoro di San Pietro e dai manoscritti conservati nella Biblioteca Apostolica Vaticana.
Il fatto che la mostra si svolga a Roma è tanto più significativo in quanto i più recenti studi sottolineano l’importanza che il patrimonio figurativo della classicità ebbe nella formazione di Giotto, che vi si recò almeno due volte, realizzando opere di fondamentale importanza, che in questa occasione vengono per la prima volta riunite.
Informazioni

Informazioni

Giotto e il Trecento
“Il più Sovrano Maestro stato in dipintura”


Complesso del Vittoriano
Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali)
Roma
Dak 6 marzo al 29 giugno 2009

Biglietto: intero 10,00 €; ridotto 7,50 €
Orario:
dal lunedì al giovedì 9.30–19.30; venerdì e sabato 9.30 – 23.30; domenica 9.30–20.30
Informazioni:
tel. 06.6780664
Catalogo: Skira

Didascalie:
1
Giotto di Bondone
Polittico: Madonna col Bambino e i santi Nicola di Bari, Giovanni Evangelista, Pietro e Benedetto;
nel tondo della cuspide centrale: Cristo benedicente; negli altri tondi: quattro angeli (in
origine nella chiesa della Badia), 1295 – 1300
Tavola, 142 x 337 cm
Firenze, Galleria degli Uffizi
2
Giotto di Bondone
Polittico, Cristo benedicente fra San Giovanni Evangelista, la Vergine, San Giovanni Battista e
San Francesco d’Assisi, 1310-1315
Tempera e foglia d’oro su tavola, 105,7 x 250,2 cm
Raleigh, North Carolina Museum of Art, dono The Samuel H. Kress Foundation
3
Giotto di Bondone
Madonna col Bambino in trono e due angeli (in origine nella chiesa di San Giorgio alla Costa)
circa 1295
Tavola, 180 x 90 cm
Firenze, Museo Diocesano
4
Giotto e bottega
I Santi Apostoli Pietro e Paolo, circa 1325-1335
Tempera trasportata su rame, 130 x 95 cm
Città del Vaticano, Museo del Tesoro di S. Pietro, Basilica Vaticana
5
Cimabue (Cenni di Pepo, detto)
Madonna col Bambino, circa 1285
Tempera su tavola, 68 x 46,5 cm
Castelfiorentino, Museo di S.Verdiana
6
Ignoto pittore romano
Croce dipinta
ultimo decennio del sec. XIII
Tempera su tavola, 255 x 160 cm
Roma, Museo Nazionale del Palazzo di Venezia
7
Taddeo Gaddi
Presepe di Greggio, formella dalle Storie di Cristo e Storie di San Francesco (in origine a Santa
Croce, Firenze), 1335-1340 circa
Tavola, 48,5 x 43,5 cm
Firenze, Galleria dell’Accademia
8
Giovanni Baronzio
Dossale di Villa Verucchio, pannello sinistro, IV decennio del sec. XIV
Tempera su tavola, 76,6 x 115 cm
Rimini, Collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, in deposito presso il
"Museo della Città" di Rimini
9
Altichiero
Madonna con il Bambino, 1370-1384
Affresco staccato, diametro 55 cm
Padova, Parrocchia degli Eremitani
10
Puccio Capanna
Crocifissione, metà del quarto decennio del sec. XIV
Tempera su tavola 17,8 x 14 cm
Raleigh, North Carolina Museum of Art, Gift of the Samuel H. Kress Foundation

BIBLIOTECA

BIT 2012

circa 6 ore fa Intervista all'artista spagnolo Alberto Corazón: http://t.co/Zfq8MsQu
circa 1 giorno fa Mi è arrivato "Gli studenti di storia" di Alan Bennett, edito da Adelphi. Nei prossimi giorni pubblicherò la recensione su ALIBI
circa 2 giorni fa Michele Lupo recensisce su ALIBI due bei romanzi targati Iperborea: http://t.co/bOeGl00G
circa 2 giorni fa The Beatles in the Brianzashire. Renato Ornaghi ha presentato Praa de magioster per semper da Lettori Golosi a Monza: http://t.co/A8uQ5uOw
circa 3 giorni fa Tazzine d'Italia: Caffè Carducci a Monza, http://t.co/bx0oFal4
circa 3 giorni fa Ad Ajo Blanco pinchitos de pollo, tortilla y bocadillo de patanegra y tomate... Vamos!
circa 3 giorni fa Alla libreria Lettori Golosi per la presentazione del CD di Renato Ornaghi "Praa de magioster per semper. The Beatles in the Brianzashire"
circa 4 giorni fa Tra gli appuntamenti più interessanti della BIT ho in agenda quello con il Circuito Città d’Arte della Pianura Padana: http://t.co/Xz2rWVh8
circa 4 giorni fa @aleagostiniat è questo l'account che utilizzo ora: https://t.co/MUQuMfiA ciao, Saul
circa 4 giorni fa intervista a Fabio Bussotti, autore de "Il cameriere di Borges", appena mandato in libreria da Perdisa: http://t.co/8w4N4CdS
circa 5 giorni fa @CarmineAceto Su ALIBI trova la mia recensione de "Il cameriere di Borges" di Bussotti. Saluti! http://t.co/T0JPLCv4
circa 5 giorni fa @Bookrep ecco la mia recensione su ALIBI: http://t.co/T0JPLCv4
circa 5 giorni fa Ecco la recensione de "Il cameriere di Borges" di Fabio Bussotti, edito da Perdisa: http://t.co/T0JPLCv4
circa 5 giorni fa buon compleanno, Tazzine d'Italia! http://t.co/LfoDdSUu
circa 6 giorni fa L'influenza non demorde, ma sono arrivati i nuovi biglietti da visita di ALIBI! Da sfoggiare alla BIT la settimana prossima... :-)
circa 6 giorni fa @ValleSusa anche ALIBI Online è su Twitter! https://t.co/MUQuMfiA :-) ciao, Saul
circa 7 giorni fa "A letto con ALIBI" fa tappa a Lisbona: http://t.co/OMNKLLL5
circa 7 giorni fa infulenza permettendo, stasera si va al Carcano a vedere "La bottega del caffè" di Goldoni
circa 8 giorni fa Doppia recensione di Michele Lupo: http://t.co/me47Qrc6
circa 9 giorni fa Una breve nota sul senso dei pittori per la neve: http://t.co/laoDWVrE
Banner

Ultimi Commenti

Accesso Area Riservata