Mercoledì, 15 Febbraio 2012

A Brescia l'Egitto di Faravelli

La Galleria dell’Incisione di Brescia ospita fino al 10 gennaio alcune tavole di Stefano Faravelli, realizzate per il carnet di viaggio Cercando l’Aleph pubblicato da EDT. È un’occasione da cogliere al volo perché gli originali sono straordinariamente belli. Certo, il contributo del paese protagonista delle opere non è da poco. L'Egitto incanta viaggiatori da millenni e ormai da un paio di secoli i famigerati turisti, alla cui categoria apparteniamo tutti. Il suo fascino resiste ancora nonostante le moderne piaghe che prostrano la terra dei faraoni mettendone in pericolo i tesori. Ma in ogni tavola si respira la nostalgia per un Egitto che non c’è più, distrutto dal turismo di massa.

“Non regge il cuore alla sconfortante visione dei Colossi naufragati sul ciglio della trafficata carrozzabile per Luxor” si legge nella tavola intitolata I Colossi di Memnone. Di notte. In pace. Chissà se l’artista ha sentito la voce dei Colossi, come capitò due volte alla moglie di Adriano durante il viaggio della comitiva imperiale lungo il Nilo: lo ricorda un’iscrizione in greco su una delle due statue. Davanti alla maestosità di altri giganti, quelli del tempio di Abu Simbel, Faravelli rende omaggio a David Roberts con parole in cui lirismo e malinconia si mescolano come i colori dei suoi acquerelli raffinatissimi (l'artista scozzese è raffigurato nell'angolo in alto a destra, nella tavola intitolata Abu Simbel; si veda l'illustrazione qui sopra). Faravelli si inserisce – e ne è perfettamente consapevole – in una lunga teoria di artisti meravigliati dall’Egitto. Le sue tavole sono prima di tutto debitrici nei confronti di quell’immortale capolavoro dell’editoria che è la Descrizione dell’Egitto curata da Vivant Denon. Come i Savants al seguito della spedizione di Bonaparte, Faravelli disegna animali, piante, dettagli architettonici dei templi che visita. Ma a differenza dei suoi illustri predecessori, non ha l’ansia dello scienziato preoccupato di registrare tutto quello che la generosa natura gli squaderna sotto gli occhi, dal più piccolo e curioso degli insetti al micidiale coccodrillo. Si concentra piuttosto sugli elementi ai quali il suo sguardo riconosce una speciale particolarità e a volte ricorre all'incollaggio di souvenir dalla forte potenza evocativa. La Vista del Nilo ad Aswan, per esempio, è impreziosita da una penna di martin pescatore. Altrove sono incollati piante, scatole di fiammiferi, biglietti, francobolli, nel rispetto della tradizione dei carnet di viaggio. Ma non c’è solo la natura del Nilo e del deserto nelle tavole di Faravelli. Ecco il vecchio Nagib Mahfuz, patriarca degli scrittori egiziani (Nobel per la letteratura nel 1988, scomparso nel 2006), e i bar e i vicoli cairoti immortalati nei suoi romanzi.

E in un'altra tavola il protagonista è il poeta “alessandrino” – nella duplice accezione del termine – Costantino Kavafis di cui Faravelli visita la casa-museo annotando sconsolato: “Il museo ha ucciso la casa, svanita l’oikias, restano le cose, ma senza calore”. Alessandria compare ancora in un altro originale esposto in mostra. L'artista annota una confessione intima: “Vado alla ricerca del fatale profumo di Justine: Jamais de la vie. Nella bottega del profumiere El Dib mi imbatto negli occhi più belli che abbia mai visto”. Il quadro più grande raffigura l'esploratore francese René Caillé mentre sogna il suo arrivo a Tombuktu, rappresentata come una Lhasa del deserto, cittadella turrita sulla cima di una collinetta verso cui si muove stancamente una carovana di dromedari sotto un incredibile cielo blu striato da nuvole bianche. E poi ci si sofferma davanti alla tavola intitolata Dono della giraffa Nizam, la cui didascalia - dipinta sulla tavola - recita: “Il regalo del soldano della Sublime Porta al primo console Napoleone fu una caraffa femina di anni 7 che rispondeva al nome Nizam”. In Aux rêves citoyens alla spedizione egiziana di Bonaparte Faravelli rende omaggio con un tocco di ironia: il dromedario del Generale in Capo (ma già Imperatore, come si indovina dal monogramma sormonanto dalla corona) sogna un croissant, mentre il tamburino di colore sogna il tricorno di Napoleone.

Fino al 30 gennaio la Galleria ospita anche, al primo piano, un'esposizione di opere di Jonathan Janson, artista americano debitore di Vermeer. I suoi soggetti sono presi dalla vita quotidiana di Seattle, la città in cui vive: ecco il figlio con berretto e pallone da basket, giovani davanti alla TV o al computer, le strade innevate e le villette delle colline, in uno spiazzante contrasto tra l'illuminazione fiamminga e la modernità - e banalità - dei soggetti.
Saul Stucchi

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Informazioni

Stefano Faravelli
Cercando l'Aleph

Jonathan Janson
Inside and Outside

Galleria dell'Incisione
via Bezzecca 4
Brescia
tel. 030.304690

Orario: 17.00-20.00; chiuso il lunedì
Informazioni: www.incisione.com
www.stefanofaravelli.it
www.edt.it

Didascalie:

Stefano Faravelli
Abu Simbel
2008

Stefano Faravelli
Alessandria (part.)
2008

Stefano Faravelli
Aux rêves citoyens
2008
Acquerello e tempera su carta
cm 37,5x44,5

Jonathan Janson
Young Girl in Blue
2008
Olio su tela

BIBLIOTECA

BIT 2012

circa 1 ora fa Intervista all'artista spagnolo Alberto Corazón: http://t.co/Zfq8MsQu
circa 21 ore fa Mi è arrivato "Gli studenti di storia" di Alan Bennett, edito da Adelphi. Nei prossimi giorni pubblicherò la recensione su ALIBI
circa 2 giorni fa Michele Lupo recensisce su ALIBI due bei romanzi targati Iperborea: http://t.co/bOeGl00G
circa 2 giorni fa The Beatles in the Brianzashire. Renato Ornaghi ha presentato Praa de magioster per semper da Lettori Golosi a Monza: http://t.co/A8uQ5uOw
circa 3 giorni fa Tazzine d'Italia: Caffè Carducci a Monza, http://t.co/bx0oFal4
circa 3 giorni fa Ad Ajo Blanco pinchitos de pollo, tortilla y bocadillo de patanegra y tomate... Vamos!
circa 3 giorni fa Alla libreria Lettori Golosi per la presentazione del CD di Renato Ornaghi "Praa de magioster per semper. The Beatles in the Brianzashire"
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circa 4 giorni fa @aleagostiniat è questo l'account che utilizzo ora: https://t.co/MUQuMfiA ciao, Saul
circa 4 giorni fa intervista a Fabio Bussotti, autore de "Il cameriere di Borges", appena mandato in libreria da Perdisa: http://t.co/8w4N4CdS
circa 4 giorni fa @CarmineAceto Su ALIBI trova la mia recensione de "Il cameriere di Borges" di Bussotti. Saluti! http://t.co/T0JPLCv4
circa 4 giorni fa @Bookrep ecco la mia recensione su ALIBI: http://t.co/T0JPLCv4
circa 4 giorni fa Ecco la recensione de "Il cameriere di Borges" di Fabio Bussotti, edito da Perdisa: http://t.co/T0JPLCv4
circa 5 giorni fa buon compleanno, Tazzine d'Italia! http://t.co/LfoDdSUu
circa 6 giorni fa L'influenza non demorde, ma sono arrivati i nuovi biglietti da visita di ALIBI! Da sfoggiare alla BIT la settimana prossima... :-)
circa 6 giorni fa @ValleSusa anche ALIBI Online è su Twitter! https://t.co/MUQuMfiA :-) ciao, Saul
circa 7 giorni fa "A letto con ALIBI" fa tappa a Lisbona: http://t.co/OMNKLLL5
circa 7 giorni fa infulenza permettendo, stasera si va al Carcano a vedere "La bottega del caffè" di Goldoni
circa 8 giorni fa Doppia recensione di Michele Lupo: http://t.co/me47Qrc6
circa 9 giorni fa Una breve nota sul senso dei pittori per la neve: http://t.co/laoDWVrE
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