
Nella serie "Sleeping Figure”, usando tele di grandi dimensioni, Okuhara rappresenta donne sdraiate all’aria aperta in un numero diversificato di scene urbane, quali appartamenti vuoti, parchi, sotto autostrade sopraelevate. Le sue donne sono indifese, vulnerabili, sembrano essere cadute in un sonno profondo mentre osservano il cielo infinito della città. In merito a questa serie Okuhara afferma: "Sono certa ti farebbe davvero bene semplicemente giacere a terra, in qualsiasi posto, e guardare all’insù. Cadere addormentata in un luogo simile potrebbe in effetti risultare imbarazzante e pericoloso, ma amo l’idea di farlo. La serie "Sleeping Figure" è un tentativo di catturare questa sensazione. Le combinazioni dei colori complemenatri simboleggiano la confusione femminile. Dormendo qui la donna può azzerare se stessa e restituire assenza di colore".
Le ampie composizioni di queste tele suggeriscono l’infinitezza del mondo, la mancanza di limiti, per cui la scena dà l’idea del perfetto set cinematografico, guidando gli sguardi degli spettatori verso le figure dormenti. Queste ultime sono dipinte con un collage unico che le fa sembrare qualcuno, eppure mai nessuno in particolare.
Okuhara ritaglia riviste, annunci e altri contributi dalla montagna di carta dei mass-media, ricontestualizzandoli per creare i suoi personaggi. Questo processo sembra simboleggiare il metodo di campionatura diventato comune con l’avvento del computer, raccogliendo qualsiasi tipo di informazione, smistandolo e riassemblandolo in una forma differente che rappresenta confusione e instabilità.
Per questa ragione, anche se le figure hanno un volto, esso non identifica nessuno in particolare; ne deriva un senso di vuoto.

La connessione tra la figura e il mondo è estremamente tenue, e ciò produce una specie di caos, ma al tempo stesso la prospettiva trasmette nell’insieme un senso di calma, come per anticipare la conclusione del caos. La scena attrae lo sguardo dell’osservatore come il freddo schermo di un computer. Il mondo, in silenzio, aspetta di essere riattivato.
La mostra personale di Shinko Okuhara alla galleria Atlantica inizierà il 24 ottobre e proseguirà fino al 30 novembre 2008. Catalogo disponibile in galleria.
Informazioni
Shinko OkuharaGalleria Atlantica
Via Piave 35
Altavilla (VI)
Dal 24 ottobre al 30 novembre 2008
Orari: martedì - domenica 16.00-21.00; lunedì chiuso
Ingresso gratuito
Informazioni:
Galleria Atlantica
Tel. 0444.341663
www.atlanticagalleria.it
Didascalie:
Shinko Okuhara
The slope where I used to walk, 2008
cm 36,3x51,5
acrilico e collage su carta
Shinko Okuhara
A huge overpass just behind where I am; 2008
116,7 x 91 cm
Shinko Okuhara
Carying chairs, 2006
cm 40x50; acrilico e collage su carta
BIBLIOTECA
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Intervista all'artista spagnolo Alberto Corazón:
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Michele Lupo recensisce su ALIBI due bei romanzi targati Iperborea: http://t.co/bOeGl00G
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The Beatles in the Brianzashire. Renato Ornaghi ha presentato Praa de magioster per semper da Lettori Golosi a Monza: http://t.co/A8uQ5uOw
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Tra gli appuntamenti più interessanti della BIT ho in agenda quello con il Circuito Città d’Arte della Pianura Padana: http://t.co/Xz2rWVh8
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@aleagostiniat è questo l'account che utilizzo ora:
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ciao, Saul
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intervista a Fabio Bussotti, autore de "Il cameriere di Borges", appena mandato in libreria da Perdisa: http://t.co/8w4N4CdS
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@CarmineAceto Su ALIBI trova la mia recensione de "Il cameriere di Borges" di Bussotti. Saluti!
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@Bookrep ecco la mia recensione su ALIBI:
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Ecco la recensione de "Il cameriere di Borges" di Fabio Bussotti, edito da Perdisa: http://t.co/T0JPLCv4
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buon compleanno, Tazzine d'Italia! http://t.co/LfoDdSUu
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L'influenza non demorde, ma sono arrivati i nuovi biglietti da visita di ALIBI! Da sfoggiare alla BIT la settimana prossima... :-)
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@ValleSusa anche ALIBI Online è su Twitter! https://t.co/MUQuMfiA
:-) ciao, Saul
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"A letto con ALIBI" fa tappa a Lisbona:
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Doppia recensione di Michele Lupo:
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Una breve nota sul senso dei pittori per la neve:
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