
Per consentire la visita della preziosa collezione di ceramiche e sculture anche alle scuole e alle Accademie d’arte l’Amministrazione della cittadina abruzzese ha stabilito il prolungamento della mostra anche in virtù del considerevole numero di visitatori che la preziosa collezione ha portato a Castelli dal 17 luglio scorso, e dal vivace interesse suscitato attorno alle opere le quali costituiscono un nucleo unico e singolare.
A fianco di preziosi manufatti che risalgono fino al medioevo, prodotti in Castelli dai grandi maestri dell’arte ceramica, si è aggiunto nello storico Museo il valore, notevole, delle 200 opere del Maestro. Considerato, a ragione, uno dei più importanti artisti del novecento italiano, Aligi Sassu trovò nella ceramica, così come molti altri grandi artisti del secolo scorso, “materia” di ispirazione per la realizzazione di importanti e significative opere plastiche. Curata da Gian Carlo Bojani e Alfredo Paglione, la collezione è stata vivamente apprezzata dalle più importanti autorità abruzzesi presenti all’inaugurazione.
Nelle sale dedicate al Maestro sono allestite le 200 opere provenienti dalla collezione di Alfredo e Teresita Paglione: una raffinata, quanto valevole selezione di opere fra cui il Cavallino marino, l’opera ceramica più importante di Aligi Sassu e l’Arlecchino azzurro, di cui si presentano anche i relativi esemplari in bronzo; il servizio da tavola I cavalli del mare in blu Vecchia Savona; l’alzata e le quattro zuppiere policrome con scene di cavalli e palafrenieri e i grandi piatti (14 pezzi unici) con scene di “cavalli” e “maison tellier” che nel 2009 troveranno una collocazione stabile e definitiva.
L’esposizione, è il primo appuntamento per poter ammirare le opere che, nel 2009, troveranno spazio presso la Chiesa della Madonna degli Angeli, attigua al Museo, dove saranno collocate in permanenza: una sede prestigiosa per i lavori di un artista che a lungo si è confrontato con il tema del sacro.
Un rapporto privilegiato fu quello fra Alfredo Paglione e Aligi Sassu: oltre quarant’anni di amicizia e stima professionale. Insieme si recano nel 1958 ad Albisola, da sempre uno dei centri più importanti e di tradizione nel panorama della ceramica d’arte in Europa ed anche luogo d’incontro di numerosi poeti fra cui Tullio Mazzotti, Salvatore Quasimodo, Enzo Fabiani; scrittori quali Mario De Micheli e Milena Milani, artisti italiani e stranieri fra cui Lucio Fontana, Enrico Baj, Luigi Broggini, Giuseppe Capogrossi, Roberto Crippa, Agenore Fabbri, Salvatore Fancello, Emilio Scanavino, Karel Appel, Corneille, Asger Jorn, Wilfredo Lam.
Nel clima mitteleuropeo di quegli anni nascono le ceramiche di Sassu della collezione Paglione che rivelano l’operosità del Maestro nell’ambito di questo settore; un lavoro senza soluzione di continuità, dove Sassu coniuga indistintamente la serialità di certe soluzioni “produttive” - i servizi da tavola e le serie di piatti in terraglia dipinti in policromia - e le opere uniche, grandi piatti o sculture in maiolica o terracotta.
Il lavoro e le influenze di un importante centro della ceramica del Novecento come è stata Albisola Marina, sono testimoniate da opere di grande valore artistico come il Cavallino marino (1939) e il servizio da tavola I cavalli del mare in blu “Vecchia Savona” del 1949, realizzati entrambi nella manifattura Ceramica Mazzotti del futurista Tullio d’Albisola.
segue
Il Cavallino marino è considerata l’opera ceramica più importante di Aligi Sassu, sia per il suo dinamismo plastico sia perché rappresenta l’inizio dell’impegno artistico del Maestro con il “gran fuoco”. Il servizio da tavola I cavalli del mare in blu “Vecchia Savona” del 1949 segna il consolidamento della passione per la ceramica e l’unione con il centro di Albisola dove, il gruppo di artisti che la frequentano, lasciano una profonda traccia nell’opera ceramica del Maestro.
Sublimi per bellezza, cura nei materiali e nella lavorazione e temi rappresentati sono i grandi piatti: pezzi unici in maiolica in cui il Maestro fissa quelle poetiche e quell’estetica segni inconfondibili di una cifra stilistica davvero unica. Un immaginario fantastico come nelle opere Cavalli in amore, 1948; I cavalli di Nettuno, 1949 o delle “maison tellier” Nuda sul letto, 1949, La bella sui cuscini, 1949 e Maison Tellier ,1949. Notevole è la ricercatezza formale di alcune soluzioni artistiche nelle sculture in terracotta il Cavallo di Nettuno (1939) e i Cavalli innamorati (1948) ed in quelle in maiolica I cavalli in amore (1948) e l’Arlecchino azzurro (1950). Del tutto particolare è il suo approccio con le forme “classiche” della ceramica. I piatti modanati e le zuppiere policrome per i servizi da tavola sono veri e propri gioielli di arte applicata all’oggetto d’uso domestico. Nelle zuppiere, soprattutto, Sassu sembra liberarsi dai vincoli del quadro; qui la sua pittura, anche se irrequieta, sembra essere più fresca.
Le donazioni della collezione Alfredo e Teresita Paglione
La donazione di Alfredo e Teresita Paglione dell’opera ceramica di Aligi Sassu al Museo delle Ceramiche di Castelli non è che una tappa del percorso iniziato nel 2000 quando il Mecenate abruzzese, a seguito della chiusura della sua galleria di Milano “Appiani Arte Trentadue”, decise di fare dono di buona parte del suo patrimonio d’arte.
La collezione Alfredo e Teresita Paglione da diversi anni è oggetto di numerose donazioni e comodati: una collezione dai caratteri ben definiti, organica, coerente, che si distingue per l’idea di bellezza, principio indiscusso di oltre quarant’anni di attività nel mondo dell’arte.
Il gran fuoco di Aligi Sassu della collezione Alfredo e Teresita Paglione
Museo delle Ceramiche di Castelli
Fino al 12 ottobre
Contrada Convento
Castelli (Te)
Orario: giovedì e venerdì 10.00-13.00; sabato e domenica 10.00-13.00 e 15.00-18.00
Info: tel. 0861979398
Didascalie:
Aligi Sassu
La bella sui cuscini (1949)
terracotta dipinta sotto vetrina, ø 43 cm
Aligi Sassu
La battaglia (1989)
porcellana serigrafata, ø 30 cm
Aligi Sassu
Il cavallo del mare (1955)
bronzo h. 49 cm
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