Mercoledì, 30 Maggio 2012

Il simbolismo a Ferrara

Il simbolismo a Ferrara

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Ragazze sul ponte
Nominare un oggetto è sopprimere tre quarti del godimento della poesia, che è costituita dalla felicità di indovinare poco a poco:
suggerire, ecco il sogno. È l’uso perfetto di questo mistero che costituisce il simbolo.» Poeta simbolista per eccellenza, Stéphane Mallarmé esemplificava così, nel 1891, uno dei principi cardine di questa nuova arte, vera e propria tendenza di stile e di gusto che alla fine dell’Ottocento si era ormai diffusa e affermata in ogni angolo d’Europa. Poetico, visionario, sognatore, antagonista sia della spettacolarità narrativa della pittura accademica, sia delle più avanzate tendenze naturaliste dei pittori realisti e impressionisti, Il Simbolismo intese superare la mera apparenza del reale per creare opere che fossero in grado di toccare le corde più profonde dell’animo umano.

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Le tre età della donna, Klimt
A questo importante movimento, Ferrara Arte e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma dedicano una retrospettiva curata da Geneviève Lacambre con la collaborazione di Dominique Lobstein e Luisa Capodieci. Oltre cento capolavori provenienti da tutto il mondo ripercorrono le tappe salienti dello sviluppo della poetica simbolista, ricostruendone lo straordinario patrimonio mitico, leggendario e favoloso e distinguendo al contempo il diverso spirito con cui ogni area culturale volle interpretarlo.
Ordinati secondo un allestimento cronologico-tematico, dipinti, sculture e opere su carta documentano i diversi temi che ricorrono nella ricchissima produzione simbolista: la vita e la morte, la fugacità del tempo, il sogno e la riflessione, il mistero e i grandi miti, alcuni rivisitati in chiave moderna come quelli della femme fatale e della tête coupée, emblema dell’anima immortale del poeta. La mostra inizia con le opere dei “precursori”, da Moreau a Puvis de Chavannes, da Böcklin a Rops, da Rossetti a Burne-Jones, che si ispirarono alla letteratura e alla musica per creare, con la forza dell’immaginazione, opere gremite di
simboli e di misteriose, raffinate allusioni. Il cuore della rassegna è dedicato alla piena fioritura del movimento, nelle sue multiformi articolazioni e nelle declinazioni proprie di ogni artista: le fantastiche, «inaspettate apparizioni» di Redon, il raffinato e complesso esotismo di Gauguin, gli eleganti arabeschi dei Nabis; poi gli artisti della Rosa-Croce, tra cui Khnopff e Delville, sacerdoti di un’arte misteriosa e fuori dal tempo, gli animatori delle esposizioni dei Les XX e quelli della Libre Esthétique a Bruxelles, che ospitarono anche Rodin, Klinger e Beardsley; e, infine, i ritmici fregi di Hodler, decorativi e monumentali ad un tempo, le intriganti icone femminili di Von Stuck e l’intima parafrasi simbolista di Munch, che con i suoi quadri ricreò un vero e proprio diario delle emozioni umane.
La parte conclusiva del percorso mostra il perdurare della poetica simbolista agli inizi del nuovo secolo. Protagoniste di questa sezione le opere appartenenti all’ambito delle Secessioni, soprattutto quella viennese guidata dalla carismatica figura di Klimt, quelle degli artisti dell’Europa dell’Est e quelle dei maestri italiani, tra cui Previati, Segantini e Pellizza da Volpedo.

Ferrara, Palazzo dei Diamanti
Dal 18 febbraio al 20 maggio 2007

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