Mercoledì, 30 Maggio 2012

Arte e lavoro

 

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Ritorno dai campi
Sarà inaugurata il prossimo 11 gennaio a Pontedera, presso il Museo Piaggio Giovanni Alberto Agnelli, la mostra Arte e lavoro '800/'900. Per l’occasione quadri, fotografie e testimonianze del mondo dell’arte sul tema del lavoro in Italia tra Ottocento e Novecento. Tra le opere esposte grandi capolavori della pittura, da Nomellini a Vedova, da Pellizza da Volpedo a Severini, passando per Fattori, Signorini, Mosè Bianchi, Viani, Carcano, Previati, Tommasi, Cambellotti, Balla, Boccioni, Depero, Carrà, De Pisis, Spreafico e altri grandi protagonisti della scena artistica italiana tra i due secoli, raccontano come agricoltura, industria, terziario e società siano andati mutando in cent’anni di storia italiana. Il tutto per illustrare il lavoro come specchio di una società che nel secolo che intercorre tra l’Unità d’Italia e il secondo dopoguerra si trasforma in modo impressionante, da un’Italia che tenta di sopravvivere con un’agricoltura di sussistenza ad un’altra che diventa l’America per una moltitudine di immigrati.

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Mafai, Gli scaricatori di carbone
Oltre ai dipinti presenti anche numerose fotografie, tra cui gli scatti del primo stabilimento Piaggio, promotrice dell’iniziativa, a Genova Sestri, dove gli ebanisti sono al lavoro nel 1884 in una suggestiva ambientazione di fabbrica animata da uomini e carri trainati da superbi cavalli; oppure foto di donne e uomini impegnati nelle linee di produzione a Pontedera, o che “sciamano” dallo stabilimento al suono della sirena, fino al primo manifesto di Vespa con in sella una donna che lavora: foto, immagini e documenti tratti dal prezioso archivio storico Piaggio e da altre collezioni che “accompagnano” la narrazione del lavoro, della fatica, della società economica. Il “fil rouge” resta la dinamica dei mutamenti nella struttura produttiva dall’agricoltura all’industria, dai campi alla fabbrica, nell’innovazione nel settore dell’energia, nei servizi, in quel complesso percorso scritto dalla civiltà del lavoro.

 

 

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Al cinema è invece riservato il compito di raccontare le mille e una storia che divengono emblema della “grande Storia”. Nella sezione intitolata “Sguardi sul lavoro nel cinema italiano”, Augusto Sainati (Università di Napoli) ha riunito spezzoni di film che hanno fatto la storia del cinema e del costume in Italia. Parlano del lavoro come esperienza solitaria (N.U., Padre padrone, Dillinger è morto) o socializzata (Riso amaro, I compagni, La classe operaia va in paradiso), come oggetto di memoria narrativa (Novecento) o di uno sguardo critico sul presente (Ecce Bombo, Mi piace lavorare, ecc.), come occasione di promozione sociale, ma anche come momento di abbandono di ideali (cfr. la commedia all’italiana, con le vicende raccontate attraverso il personaggio di Alberto Sordi). Il lavoro che il cinema ha saputo raccontare è quello che si concretizza in forme canoniche ma anche quello che è frutto di tic sociali, come accade per i fotografi de La Dolce vita, o dell’inventiva personale, come capita al Nino Manfredi venditore abusivo di caffè in Cafè express. Nell’ampia carrellata dedicata al racconto tramite pittura e scultura, accanto a opere celeberrime, la mostra propone anche una serie di quadri inediti o comunque rarissimamente visti. Tra i tanti, i Lavoratori del marmo in Versilia di Lorenzo Viani, di proprietà della Rete Ferroviaria Italiana RFI, mai prima esposto, o l’inedito Operai sul traliccio elettrico di Cominetti, o il Riposo dopo il lavoro di Filippo Carcano concesso da collezione privata. Del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo sarà in mostra il cartone preparatorio custodito dalla Pinacoteca Civica di Alessandria.

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Carrà, Costruttori
Sono più di venti le istituzioni pubbliche e private italiane che, con i loro prestiti, hanno reso possibile questa grande mostra. Riunite in quattro sezioni, le opere raccontano, attraverso le opere degli artisti, significativi interpreti del loro tempo, un percorso storico economico che va dalla metà dell’Ottocento alla metà del secolo successivo. A cominciare dagli anni tra l’unità e la fine dell’Ottocento quando il nuovo Stato italiano vive la prima propria “rivoluzione industriale”, caratterizzata dall’affermazione e crescita di settori come il meccanico siderurgico, il tessile, i trasporti, le comunicazioni e, con l’avvio del Novecento, da settori nuovi come la chimica e l’idroelettrico. Senza mai sanare i forti squilibri territoriali e settoriali in uno sviluppo nazionale diseguale, caratterizzato da forte emigrazione. La Ia guerra mondiale rappresenta una poderosa spinta al processo di industrializzazione che continua faticosamente nel ventennio, fino al tragico epilogo del secondo conflitto. La ricostruzione postbellica segna l’inizio della nuova fase, dominata dalla grande spinta all’affermazione imprenditoriale pubblica e privata, per fronteggiare e superare le difficoltà che conducono al ritorno alla normalizzazione economica, politica e sociale e alla successiva crescita.

 

D’eccezione, per interesse anche la cornice dell’iniziativa, il Museo Piaggio un museo che ha molto investito nella ricerca e nella promozione delle arti e del territorio, un luogo di sogni che si sono trasformati in realtà attraverso il lavoro e l’alta tecnologia e che da anni ospita iniziative espositive di rilievo. A fianco della mostra sarà possibile visitare la collezione permanente di Vespa, prototipi e veicoli che hanno segnato la storia industriale del nostro paese, un luogo dove storia e lavoro continuano ad incrociarsi.

"Arte e lavoro '800/'900", Pontedera, Museo Piaggio Giovanni Alberto Agnelli (via Rinaldo Piaggio, 7), dal 12 gennaio al 13 aprile 2007. Orario. mercoledì - giovedì - venerdì - sabato - domenica 10,00/ 19,00(chiusura mostra lunedì e martedì), chiuso il 31 dicembre e il primo gennaio. Ingresso: intero euro 6, ridotto euro 5, gratuito per i bambini sino a 5 anni. Catalogo Pacini Editore, in mostra euro 24.

Arte e Lavoro 800/900
Dal 12 gennaio al 13 aprile
Per prenotazioni ed informazioni: +39.0587.27171
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. www.museopiaggio.it

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