Mercoledì, 15 Febbraio 2012

Caravaggio vs Caravaggio

 

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Particolare della tavola
Dal 10 al 25 novembre la Chiesa di Santa Maria del Popolo ospiterà un grande evento: dopo un lungo e delicato restauro sarà infatti possibile ammirare la Conversione di San Paolo di Caravaggio della collezione Odescalchi. In realtà si tratta a tutti gli effetti di un ritorno “sul luogo del delitto”, visto che l’antica destinazione dell’opera era proprio la Cappella Cerasi, situata all’interno della chiesa. UN evento importantissimo, anche perché, per l’occasione, sarà possibile confrontare direttamente l’opera con l’altra Conversione di San Paolo (realizzata dallo stesso Caravaggio) che misteriosamente sostituì la prima versione su tavola all’interno della stessa cappella.

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Santa Maria del Popolo
La prima conversione rappresenta un caso enigmatico all’interno della produzione caravaggesca. Realizzata su una tavola di cipresso e da sempre custodita all’interno di collezioni private, essa, insieme al suo pendant Crocifissione di S. Pietro (perduta), venne commissionata nel 1600 da Tiberio Cerasi, allora tesoriere della Camera Apostolica, per decorare le pareti della sua nuova cappella in S. Maria del Popolo, che l’architetto Carlo Maderno era stato incaricato di ristrutturare. Quando Cerasi nel 1601 morì la tavola visse vicende alterne. Caravaggio, contravvenendo all’accordo stipulato col Cerasi, realizza una seconda versione dell’opere su tela, destinando quella su tavola a un destino diverso da quello previsto. Le ragioni di questo gesto non sono, e non furono allora, chiare. Secondo alcuni storici, e questa dovrebbe essere la versione più accreditata, la tavola originale venne rifiutata dal committente, e che per questo fu sostituita dallo stesso pittore quando, terminati i lavori architettonici nella cappella (i quadri furono sistemati solo nel 1605), si rese conto che l’impianto compositivo della prima versione su tavola non poteva in alcun modo adattarsi all’articolato, ma troppo angusto spazio della cappella progettato da Maderno. In pratica i due quadri, impostati per essere visti da lontano, non erano materialmente visibili correttamente nella stretta cappella Cerasi.
Proprio per questo il confronto tra e due opere diventa fondamentale: esso inoltre permetterà anche una collocazione in avanti nel tempo delle versioni su tela, situandole non nel 1601 come si è creduto fino ad adesso, ma verso il 1603 – 1604, a ridosso del completamento architettonico della cappella.
Un’ipotesi questa di grande fascino perché permette di inserire più coerentemente le due tele nel percorso stilistico di Caravaggio e rende anche assai più comprensibile la distanza stilistica tra le due Conversioni di S. Paolo, entrambe eccelse ma espressione di linguaggi diversi, una differenza che emerge oggi con maggior prepotenza alla luce del restauro della tavola Odescalchi.

 

Simona Silvestri

La mostra sarà aperta dalle 11 alle 21 tutti i giorni con ingresso libero, mentre resterà chiusa la domenica.

10 – 25 novembre 2006
Roma, Chiesa di Santa Maria del Popolo

Tutti i giorni 11.00 – 21.00
Domenica chiuso

Informazioni
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