Sobriamente sontuosa: è forse questa espressione ossimorica la miglior definizione sintetica della mostra Crivelli e Brera. Il titolo dell'esposizione è tutt'altro che banale perché la congiunzione sottolinea lo stretto rapporto tra il museo milanese e il pittore veneziano che legò la sua produzione alle Marche. Sontuosa perché gli ori e i colori di Crivelli (ma anche i tappeti e gli oggetti sacri selezionati dai curatori) raccontano al visitatore di un mondo raffinato e prezioso, ma lo fanno in un modo sobrio grazie a un allestimento rigoroso che nulla concede alla pacchianeria spesso dominante in esposizioni di questa levatura.
Il percorso si apre a sorpresa con un'assenza: la grande pala per San Pietro di Muralto non ha potuto infatti lasciare Berlino dove è conservata, a causa della fragilità in cui è ridotta dopo i numerosi interventi che ha subito. La riproduzione fotografica dell'opera mostra la consegna delle chiavi a San Pietro in cui si nota l'insolita scelta iconografica di un Gesù bambino al posto del tradizionale Cristo in età adulta. Nella prima sala si possono ammirare anche due piccole tavole con i santi Benedetto e Agostino, rispettivamente da Berlino e dalla Galleria Colonna di Roma, mentre il pannello introduttivo ricorda che sulla vita di Carlo Crivelli gli storici dell'arte hanno più domande che informazioni sicure. Quel poco che si sa è che nacque a Venezia, figlio di un pittore al quale non si può assegnare con certezza alcuna opera. Influenzato da quanto si realizzava in quegli anni a Padova (Mantegna alla Cappella degli Eremitani e la bottega dello Squarcione), Crivelli fu condannato nel 1457 per un amore adulterino e abbandonò Venezia per non farvi più ritorno. Al 1468 risale la prima opera firmata e datata realizzata per le Marche, da dove non si sarebbe più mosso.La seconda sala accoglie il visitatore con un tessuto in damasco bicolore (ordito blu e trama gialla), in prestito dal Museo del tessuto di Prato e con il Polittico del Duomo di Camerino. I curatori ripropongono una ricostruzione di questo grande puzzle i cui pezzi sono finiti dispersi per vari musei del mondo. Brera conserva il centrale dei tre grandi pannelli, la cosiddetta Madonna della Candeletta. Ai fianchi stanno il pannello rovinato con i santi Pietro e Paolo e quello integro con i santi Ansovino e Gerolamo, entrambi conservati alle Gallerie dell'Accademia di Venezia. Ci sono poi dodici tavolette che per primo Federico Zeri riconobbe provenire dalla cornice architettonica del polittico. Raffigurano San Francesco, il beato Ugolino Magalotti da Fiegni (che calza gli zoccoli), Santa Caterina d'Alessandria, San Domenico (?), Sant'Antonio abate, San Cristoforo, un San Sebastiano trafitto da non meno di nove frecce (e qui mi torna in mente una pungente – è il caso di dire - osservazione di Alan Bennet sul martirio di questo santo) e infine San Tommaso d'Aquino. Il trittico di San Domenico è una delle star della mostra, col vantaggio di giocare in casa: i tre pannelli principali e le due predelle superstiti sono infatti custoditi dalla Pinacoteca di Brera.

Sono invece arrivati per l'esposizione i tre pannelli delle cuspidi, provenienti da Francoforte e da Riggisberg. Crivelli ha aggiunto alcuni inserti tridimensionali (citiamo almeno le chiavi di San Pietro e l'elsa del pugnale che trafigge San Pietro martire) per accrescere il realismo delle figure. Si rimane poi incantati davanti alla piccola tavola con San Francesco che raccoglie il sangue di Cristo, in arrivo dal Poldi Pezzoli. Fu dipinta ad Ancona forse per il frate Bernardino Ferretti come immagine di devozione privata.
Nella terza sala campeggiano un tappeto anatolico “Holbein” a disegno grande e un frammento di tappeto denominato “Batàri-Crivelli”. Tutti gli sguardi vengono però calamitati dall'Annunciazione della National Gallery, prestito che da solo vale il biglietto della mostra. La colomba dello Spirito Santo plana verso il capo della Vergine guidato da un raggio che dall'alto delle nuvole ha centrato il pertugio ricavato nel ricco fregio dell'abitazione. Della quarta sala non si può non nominare almeno l'Incoronazione della Vergine, ultima opera nota del pittore.
Merita una menzione particolare il ricco catalogo edito da Electa perché rappresenta uno strumento più che utile direi indispensabile per apprezzare come merita questa bella mostra. I saggi che lo compongono ripercorrono le complesse vicende dell'approdo e della successiva dispersione delle opere di Crivelli a Brera; indagano sul rapporto tra il pittore e le arti suntuarie e su quello tra la sua arte e i tappeti. Fanno infine il punto della situazione sul restauro delle sue opere. Le numerose illustrazioni permettono di ammirare da vicino quei dettagli che durante la visita non sempre si ha la possibilità di apprezzare, anche a causa della mancanza di panche sulle quali godersi in tutta comodità le splendide opere in mostra.Saul Stucchi
Crivelli e Brera
Fino al 28 marzo 2010
Pinacoteca di Brera
Via Brera 28
Milano
Orari: 8.30-19.15 da martedì a domenica (la biglietteria chiude 45 minuti prima)
Chiuso lunedì
Biglietto: intero 10,00 €; ridotto 7,50 €
www.pinacotecabrera.net
Didascalie:
Carlo Crivelli
Trittico di San Domenico (1482)
I santi Pietro e Domenico (part.)
tempera e olio su tavola
Milano, Pinacoteca di Brera
Carlo Crivelli
Polittico del Duomo di Camerino (1488 circa)
Madonna della Candeletta
tempera e olio su tavola
Milano, Pinacoteca di Brera
Carlo Crivelli
Trittico di San Domenico (1482)
Madonna della Candeletta
tempera e olio su tavola
Milano, Pinacoteca di Brera
Tappeto anatolico “Holbein” a disegno grande
prima metà del XV secolo
Anatolia occidentale
tappeto annodato; ordito in lana, trama in lana, nodo turco, cm 502x260
Milano, Collezione MATAM (Museo di Arte Tessile Antica Milano)
BIBLIOTECA
BIT 2012
circa 6 ore fa
Intervista all'artista spagnolo Alberto Corazón:
http://t.co/Zfq8MsQu
circa 1 giorno fa
Mi è arrivato "Gli studenti di storia" di Alan Bennett, edito da Adelphi. Nei prossimi giorni pubblicherò la recensione su ALIBI
circa 2 giorni fa
Michele Lupo recensisce su ALIBI due bei romanzi targati Iperborea: http://t.co/bOeGl00G
circa 2 giorni fa
The Beatles in the Brianzashire. Renato Ornaghi ha presentato Praa de magioster per semper da Lettori Golosi a Monza: http://t.co/A8uQ5uOw
circa 3 giorni fa
Tazzine d'Italia: Caffè Carducci a Monza, http://t.co/bx0oFal4
circa 3 giorni fa
Ad Ajo Blanco pinchitos de pollo, tortilla y bocadillo de patanegra y tomate... Vamos!
circa 3 giorni fa
Alla libreria Lettori Golosi per la presentazione del CD di Renato Ornaghi "Praa de magioster per semper. The Beatles in the Brianzashire"
circa 4 giorni fa
Tra gli appuntamenti più interessanti della BIT ho in agenda quello con il Circuito Città d’Arte della Pianura Padana: http://t.co/Xz2rWVh8
circa 4 giorni fa
@aleagostiniat è questo l'account che utilizzo ora:
https://t.co/MUQuMfiA
ciao, Saul
circa 4 giorni fa
intervista a Fabio Bussotti, autore de "Il cameriere di Borges", appena mandato in libreria da Perdisa: http://t.co/8w4N4CdS
circa 5 giorni fa
@CarmineAceto Su ALIBI trova la mia recensione de "Il cameriere di Borges" di Bussotti. Saluti!
http://t.co/T0JPLCv4
circa 5 giorni fa
@Bookrep ecco la mia recensione su ALIBI:
http://t.co/T0JPLCv4
circa 5 giorni fa
Ecco la recensione de "Il cameriere di Borges" di Fabio Bussotti, edito da Perdisa: http://t.co/T0JPLCv4
circa 5 giorni fa
buon compleanno, Tazzine d'Italia! http://t.co/LfoDdSUu
circa 6 giorni fa
L'influenza non demorde, ma sono arrivati i nuovi biglietti da visita di ALIBI! Da sfoggiare alla BIT la settimana prossima... :-)
circa 6 giorni fa
@ValleSusa anche ALIBI Online è su Twitter! https://t.co/MUQuMfiA
:-) ciao, Saul
circa 7 giorni fa
"A letto con ALIBI" fa tappa a Lisbona:
http://t.co/OMNKLLL5
circa 7 giorni fa
infulenza permettendo, stasera si va al Carcano a vedere "La bottega del caffè" di Goldoni
circa 8 giorni fa
Doppia recensione di Michele Lupo:
http://t.co/me47Qrc6
circa 9 giorni fa
Una breve nota sul senso dei pittori per la neve:
http://t.co/laoDWVrE
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