Ciascuno di noi ha i propri rimpianti. Tra i miei c'è senza dubbio quello di non aver avuto il piacere di conoscere Emanuele Luzzati. Allora non perdo occasione di visitare mostre a lui dedicate, quando ne vengo a conoscenza. Tornando dalla BIT qualche settimana fa, in metropolitana mi è caduto l'occhio sul giornale del passeggero seduto di fronte a me e ho così scoperto la mostra ancora in corso (fino al prossimo 21 marzo) alla Galleria Civica Ezio Mariani di Seregno. L'ha organizzata per l'ottava edizione della rassegna Fantastiche Matite - Rassegna degli illustratori a Seregno la biblioteca civica Ettore Pozzoli della città brianzola. Sabato scorso l'ho visitata avendo in mente il bel ricordo che dopo la morte di Luzzati Concita De Gregorio gli aveva dedicato nella rubrica che ai tempi teneva sull'inserto femminile di Repubblica. Quando l'aveva accolta a casa sua, l'illustratore le aveva spiegato che le abitazioni di Genova hanno solitamente due entrate: una dall'alto e l'altra dal basso. 
“Qui si vive in salita, siamo arrampicati ai monti ma tutte le case e tutte le cose si possono prendere da due parti, hanno due ingressi: dal basso, con fatica, o dall’alto, senza impegno. Io ho fatto le scale tutta la vita per ricordarmi che ci vuole tempo per arrivare in cima”. Solo negli ultimi tempi si era dovuto rassegnare, per motivi di salute, a entrare in casa utilizzando l'ingresso dall'alto.
La mostra di Seregno regala ai numerosi estimatori di Lele (così lo chiamavano gli amici) la possibilità di rivedere da vicino un'ottantina di tavole originali. E già le prime immagini rapiscono il visitatore incantandolo con la magia di colori e maschere che hanno fatto amare il suo mondo fantastico a tante generazioni di bambini e di adulti (quelli che l'hanno scoperto solo “da grandi”). Su alcuni tavolini ci sono delle copie dei suoi libri, prese dalla biblioteca civica.
Botte da orbi, e giù, abbasso i mori,
accadon cose di tutti i colori
di rosa, di rosso, di giallo, di verde...
E c'è chi vince, e c'è chi perde,
chi perde la testa, chi perde la gloria
e ai nostri arride alfin la vittoria.
I suoi paladini nella mischia dello scontro armato sembrano una citazione (chissà...) dei combattenti della battaglia di San Romano di Paolo Uccello. Armati e corazzati di ironia che li rende più leggeri, ma tutt'altro che meno seri (si sa che non si riesce mai a essere più seri di quando si gioca). In alcune teche sono custoditi i menabò de Il Flauto Magico, di Alì Babà e i quaranta ladroni, de La tarantella di Pulcinella e poi alcune edizioni straniere, in inglese, giapponese e tedesco, dei suoi libri più celebri.

Ma le cose più belle, oltre ovviamente alle tavole esposte, sono le parole di Rosellina Archinto riportate su un pannello. Me le sono appuntate per condividerle con voi: “I suoi disegni (di Luzzati, ndr) mi hanno sempre affascinato perché sono ogni volta il contrario di quello che si pensa debba essere un'illustrazione. Il tratto della matita passa sempre sopra il colore e la traccia esterna del disegno è più forte del colore stesso. In lui è più importante la “sagoma”, da cui viene fuori il carattere del personaggio. Luzzati è lui stesso un personaggio “al contrario”, lo stereotipo è la sua forza invece di costituire un limite, non disturba ma si fa invenzione. La maschera è ironica, non cattiva, ma è al servizio della verità. Il suo è un sarcasmo positivo, sarcasmo che riesce perfino ad essere dolcezza in alcuni suoi protagonisti. (…) Per capire questo suo “al contrario” basta guardarlo in faccia. Lele sembra un naif, costantemente sulle nuvole, sempre in un mondo che non ci appartiene. In realtà è un profondo conoscitore del mondo. È un uomo che ha fatto della rettitudine uno stile di vita. Non troveremo sbavature nei suoi personaggi, come non troveremo sbavature in lui”.
Ecco, quei contorni netti stanno lì a ricordarci la distinzione prima di tutto morale tra il giusto e lo sbagliato. Senza sbavature. Perché le sbavature sono scorciatoie che portano in fretta da nessuna parte.
Saul Stucchi
FANTASTICHE MATITE
8a rassegna degli illustratori a Seregno
Emanuele Luzzati. Dal segno al sogno
Galleria Civica Ezio Mariani
Via Cavour 26
Seregno
Dal 20 febbraio al 21 marzo 2010
Orari: feriali 16.30-19.00; festivi 10.00-12.30 e 16.30-19.00
Ingresso libero
Informazioni: Biblioteca Civica “Ettore Pozzoli”
Tel. 0362263209
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Ecco la recensione de "Il cameriere di Borges" di Fabio Bussotti, edito da Perdisa: http://t.co/T0JPLCv4
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@ValleSusa anche ALIBI Online è su Twitter! https://t.co/MUQuMfiA
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