Un filo conduttore d’oro e d’argento capace di congiungere cinque secoli di arte decorativa e design: dallo stile classico del Cinquecento a quello del designer moderno,
dal barocco al rococò, dal neo-classico allo stile imperiale, dall’unicità intrisa d’antico all’irripetibilità dei pezzi ideati dalla cultura del periodo industriale. A Palazzo Reale (fino al 21 giugno) luccicano le delicate e aristocratiche mode d’arredo di 500 anni di storia: una mostra per scoprire ciò che congiunge le differenti tipologie di progettualità d’artigianato nel corso del tempo e un modo per affrontare un confronto all’americana tra lo stile classico e il design moderno; al momento stesso, l’esibizione rappresenta anche un attimo di gloria per l’italiano che scopre le radici di tutto questo proprio nel grembo del proprio paese, fonte di creatività e di sfarzo. Opposti al principio della Bauhaus, per il quale l’arredo e gli oggetti devono essere un incontro tra bellezza, utilità e risparmio, l’arte decorativa e il design in mostra sono una preziosa quotidianità per una élite di corte, si tramutano in opera d’arte.
Dalla magnificenza al Progetto: questo è il nome dato a questa esibizione, organizzata da Cosmit e ideata, per lo più, da tre esperti, Luigi Settembrini, Enrico Colle e Manolo De Giorgi, proprio durante il quarantottesimo Salone Internazionale del mobile. Con l’aiuto dettato dai commenti sulla mostra di Gérard Depardieu e di Sergio Rubini in forma di istallazioni video, gli spettatori potranno immergersi ulteriormente in argomenti affini alla ricerca presa in esame, considerando le differenze sostanziali tra la visione italiana e quella francese di concetti che ruotano attorno alla bellezza, ai mobili, alla società…
Occhi si perdono sulle magiche superfici in marmo colorato del “Tavolo Farnese” pregiato conseguito da Guglielmo Della Porta e Giovanni Mynardo, dove scene mitologiche investono di misticismo e di regalità divina le mobilie del ‘500; si osservano con curiosità le lavorazioni di Jacopo di Gabriello, realizzatore dei disegni di Bernardino Poccetti, nelle quali pietre dure decorano con pittoricità paesaggistica e ritrattistica i piani dei tavoli seicenteschi. Pontefici e sovrani richiedevano abilità di questo tipo, in grado di creare un’armonia preziosa tra gioie e bronzi su oscuri scenari in ebano dei mobili prescelti. Interessanti anche le casse in oro, le credenziere nel periodo dominato dagli Sforza fino alla decadenza di Milano sul piano artigianale dopo l’arrivo della dominazione spagnola.
Un viaggio fino ai design più contemporanei di tavoli, poltrone e sedie di Alberto Meda, Maurizio Peregalli, Achille Castiglioni, Mario Bellini. Passeggiando nelle dieci sale del Palazzo che raccolgono ben cinquantasei arredamenti, ordinati per periodi storici e temi gemelli, provenienti da musei, palazzi e collezioni di ogni parte d’Europa, si potrà affacciarsi sulla storia della filosofia della decorazione e del design: se secondo la visione crociana l’arte decorativa deve essere relegata ad un ambito puramente artigianale ed emarginata dalla sfera delle arti maggiori come pittura e scultura, nel 1900, grazie a Giuseppe Morazzoni e a Alvar González-Palacios acquista una dignità sua propria.

Già a partire dal ‘500, infatti, non si può scordare che nelle corti romane e fiorentine gli stili d’arredo erano ideate da scultori, architetti, pittori e realizzate da artigiani scrupolosi… e non si può dimenticare che nel periodo del design del dopoguerra, l’artista operava in piena libertà, creando senza nessuna richiesta precisa dall’alto.
Come afferma Manolo De Giorgi: "Che cosa sta in mezzo a questo confronto di estremi così lontani? La mostra ha voluto escludere in prima battuta il concetto scientifico di evoluzione… si va a cercare, invece, una sorta di radicalità delle tipologie… a rintracciare dei motivi ripetitivi che riconoscano l’universo dell’arredo di tutti i tempi come uno degli elementi più lenti, stabili, poco propensi al cambiamento e complessi della storia della cultura materiale di una civiltà".
Valentina Cavera
Dalla Magnificenza al Progetto
Fino al 21 giugno 2009
Palazzo Reale
Piazza Duomo 12
Milano
www.comune.milano.it/palazzoreale
BIBLIOTECA
BIT 2012
circa 7 ore fa
Intervista all'artista spagnolo Alberto Corazón:
http://t.co/Zfq8MsQu
circa 1 giorno fa
Mi è arrivato "Gli studenti di storia" di Alan Bennett, edito da Adelphi. Nei prossimi giorni pubblicherò la recensione su ALIBI
circa 2 giorni fa
Michele Lupo recensisce su ALIBI due bei romanzi targati Iperborea: http://t.co/bOeGl00G
circa 2 giorni fa
The Beatles in the Brianzashire. Renato Ornaghi ha presentato Praa de magioster per semper da Lettori Golosi a Monza: http://t.co/A8uQ5uOw
circa 3 giorni fa
Tazzine d'Italia: Caffè Carducci a Monza, http://t.co/bx0oFal4
circa 3 giorni fa
Ad Ajo Blanco pinchitos de pollo, tortilla y bocadillo de patanegra y tomate... Vamos!
circa 4 giorni fa
Alla libreria Lettori Golosi per la presentazione del CD di Renato Ornaghi "Praa de magioster per semper. The Beatles in the Brianzashire"
circa 4 giorni fa
Tra gli appuntamenti più interessanti della BIT ho in agenda quello con il Circuito Città d’Arte della Pianura Padana: http://t.co/Xz2rWVh8
circa 4 giorni fa
@aleagostiniat è questo l'account che utilizzo ora:
https://t.co/MUQuMfiA
ciao, Saul
circa 5 giorni fa
intervista a Fabio Bussotti, autore de "Il cameriere di Borges", appena mandato in libreria da Perdisa: http://t.co/8w4N4CdS
circa 5 giorni fa
@CarmineAceto Su ALIBI trova la mia recensione de "Il cameriere di Borges" di Bussotti. Saluti!
http://t.co/T0JPLCv4
circa 5 giorni fa
@Bookrep ecco la mia recensione su ALIBI:
http://t.co/T0JPLCv4
circa 5 giorni fa
Ecco la recensione de "Il cameriere di Borges" di Fabio Bussotti, edito da Perdisa: http://t.co/T0JPLCv4
circa 5 giorni fa
buon compleanno, Tazzine d'Italia! http://t.co/LfoDdSUu
circa 6 giorni fa
L'influenza non demorde, ma sono arrivati i nuovi biglietti da visita di ALIBI! Da sfoggiare alla BIT la settimana prossima... :-)
circa 6 giorni fa
@ValleSusa anche ALIBI Online è su Twitter! https://t.co/MUQuMfiA
:-) ciao, Saul
circa 7 giorni fa
"A letto con ALIBI" fa tappa a Lisbona:
http://t.co/OMNKLLL5
circa 7 giorni fa
infulenza permettendo, stasera si va al Carcano a vedere "La bottega del caffè" di Goldoni
circa 8 giorni fa
Doppia recensione di Michele Lupo:
http://t.co/me47Qrc6
circa 9 giorni fa
Una breve nota sul senso dei pittori per la neve:
http://t.co/laoDWVrE
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