Mercoledì, 15 Febbraio 2012

In mostra a Liegi l'opera di Calatrava, moderno Leonardo

calatrava_ante Un weekend a Liegi per assistere al Gran Premio di Formula 1 sul circuito di Spa – Francorchamps è stato l’occasione per visitare la mostra Santiago Calatrava. Architetto, scultore, pittore e ceramista ospitata al museo Grand Curtius fino al 27 settembre. Va subito detto che l’opera più interessante non è esposta in questa prestigiosa sede, riaperta al pubblico la primavera dell’anno scorso dopo anni di lavori: si tratta infatti della stazione ferroviaria, splendido biglietto di presentazione con cui la città accoglie i suoi visitatori. Si può anzi, senza troppe remore, affermare che la stazione di Calatrava è diventata in pochi anni un polo d’attrazione per i turisti amanti dell’architettura o semplicemente appassionati d’arte e che ha funzionato da traino per la mostra, non viceversa. L’esposizione offre però l’opportunità di scoprire alcuni aspetti meno noti dell’architetto nato a Valencia nel 1951, presentando disegni, sculture e ceramiche oltre a progetti di edifici che ne hanno decretato la fama a livello mondiale. L’allestimento è molto “pulito”, con pannelli bianchi e neri realizzati per non distogliere l’attenzione dalle opere, uniche protagoniste della mostra; praticamente assenti i testi, ridotti alle sole didascalie.
calatrava_1All’entrata sono disposte alcune sculture – come l’enigmatico e affascinate Occhio in granito nero su base di rovere - che annunciano la mostra, ospitata al terzo e al secondo piano del Museo. Qui sono alcune sculture a fasci d’ottone ad aprire il percorso espositivo che prosegue con una grande sala che accoglie ceramiche e acquerelli raffiguranti dei vasi. Nel volume Santiago Calatrava. Sculptectures curato da Constatin Chariot, direttore – conservatore capo dei Musei di Liegi, Calatrava viene definito un “vero umanista” che ha fatto tesoro delle lezioni dei maestri del primo Rinascimento, rimanendo sempre fedele ai principi della triade concettualizzata da Vitruvio: Utilitas, Firmitas e Venustas (un’opera architettonica deve rispondere a inderogabili requisiti di utilità, solidità e bellezza). Perfettamente condivisibile è anche la definizione di Calatrava come “artista totale”, tanto che Joseph Seymour (citato nell’agile e ben fatta monografia di Philip Jodidio pubblicata da Taschen) l’ha definito a sua volta “Leonardo Da Vinci del nostro tempo”. calatrava_2Erede del genio toscano, Calatrava riunisce in sé le competenze – e la fantasia – di architetto, ingegnere e artista a tutto tondo e lo si capisce bene osservando le opere selezionate per questa mostra, come i bozzetti per la torre Turning Torso a Malmö, per realizzare la quale l’architetto (ma come abbiamo visto questo termine rischia di essere troppo limitativo nel caso di Calatrava) ha studiato la torsione del corpo umano e i movimenti della colonna vertebrale (e qui il pensiero corre al cosiddetto Torso Belvedere che ha influenzato tutti gli artisti del Rinascimento, a cominciare da Michelangelo).
Impossibile non ammirare i bellissimi vasi con raffigurazioni di tori, che subito riportano alla mente le infinite variazioni in cui è si impegnato Picasso, e i disegni delle figure umane accovacciate o in movimento che testimoniano la passione per l’arte “classica” (termine che va inteso nella sua massima estensione temporale, fino a includere Renoir e Manet e oltre). L’amore per l’armonia delle forme si riscontra anche nelle sculture in marmo di Carrara bianco con venature, concretizzazione di quelle ricerche che vediamo messe sulla carta per esempio nel progetto per il Milwaukee Art Museum, le cui linee ricordano quelle della struttura della stazione di Liegi. Ed è qui che è inevitabile tornare una volta usciti dal Grand Curtius, per ammirare ancora una volta questo capolavoro che sa coniugare le esigenze di utilità e solidità con forme semplicemente (ma di quella semplicità che si ottiene dopo lunghi e attentissimi studi) splendide.
Saul Stucchi

Santiago Calatrava. Architetto, scultore, pittore e ceramista

Dal 28 maggio al 27 settembre 2010

Palais Curtius
Quai de Maestricht 13
Liegi (Belgio)

Informazioni:
Tel. +32 (0)4 2216817
www.grandcurtiusliege.be

Didascalie:
"Eye"
Scultura, granito nero e rovere
© Santiago Calatrava

La gare des Guillemins à Liège
© photo: Alain Janssens

Milwaukee Art Museum, USA
© Santiago Calatrava, Architect and Engineer

Informazioni su Liegi:
Ufficio Belga per il Turismo Bruxelles-Vallonia
Via Soperga 20
Milano
Tel. 02.860566
www.belgioturismo.it

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circa 7 ore fa Intervista all'artista spagnolo Alberto Corazón: http://t.co/Zfq8MsQu
circa 1 giorno fa Mi è arrivato "Gli studenti di storia" di Alan Bennett, edito da Adelphi. Nei prossimi giorni pubblicherò la recensione su ALIBI
circa 2 giorni fa Michele Lupo recensisce su ALIBI due bei romanzi targati Iperborea: http://t.co/bOeGl00G
circa 2 giorni fa The Beatles in the Brianzashire. Renato Ornaghi ha presentato Praa de magioster per semper da Lettori Golosi a Monza: http://t.co/A8uQ5uOw
circa 3 giorni fa Tazzine d'Italia: Caffè Carducci a Monza, http://t.co/bx0oFal4
circa 3 giorni fa Ad Ajo Blanco pinchitos de pollo, tortilla y bocadillo de patanegra y tomate... Vamos!
circa 4 giorni fa Alla libreria Lettori Golosi per la presentazione del CD di Renato Ornaghi "Praa de magioster per semper. The Beatles in the Brianzashire"
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