
Dei Cimmeri parla anche Omero. Erano feroci cavalieri nomadi provvisti di spade, mazze in pietra e arco. Verso la fine del II millennio occupavano la regione a nord del Mar Nero, del Basso Don e del Caucaso settentrionale.
Rappresentarono la prima corrente migratoria da est a ovest. Nel 652 a.C. riuscirono a conquistare il Regno di Frigia e la cittadina di Sardi. La storia li vede sparire improvvisamente. Gli Sciti, una confederazione di gruppi tribali di origine iranica, scacciarono i Cimmeri dal Ponto nel VII secolo. Si spinsero fino in Egitto, dove il Faraone Psammetico li imbonì con ricchi doni. I kurgan, tumuli funerari delle steppe, rappresentano il loro potere principesco. Strinsero trattati coi Greci e addirittura li rifornirono di cereali grazie alla fertilità dei terreni steppici. Anche i Sarmati erano una confederazione di gruppi nomadi, tra cui gli Aorsi tra il Nero e il Caspio, i Rossolani tra il Don e il Dnepr, gli Iazigi nell’Ucraina occidentale, gli Alani nelle steppe europee. Presero il posto degli Sciti nel III sec. a. C. Erodoto ci tramanda che le donne sarmate andavano a caccia e vestivano abiti maschili, e non potevano sposarsi se non uccidevano prima un nemico (Le Storie, IV, 116).unknown
Le principesse della steppa
Il Castello del Buonconsiglio è stato dalla metà del XIII secolo sino al 1803 la residenza dei principi vescovi di Trento che lo hanno trasformato. Castelvecchio è il suo nucleo più antico. Il vescovo moravo Giorgio di Liechtenstein (1340-1419) convertì la roccaforte in residenza: collegò al complesso originario la Torre dell’Aquila e vi fece affrescare il Ciclo dei Mesi. Il principe vescovo Johannes Hilderbach (1465-1486) dotò il castello del cortile interno, dei loggiati sovrapposti e della polifora in stile gotico-veneziano. Bernardo Cles, tra il 1514 e il 1539, affiancò al corpo esistente il rinascimentale Magno Palazzo. Una successiva modifica venne effettuata nel tardo Seicento, quando il principe vescovo Francesco Alberto Poja (1677-1689) unì i corpi di Magno Palazzo e Castelvecchio con la Giunta Albertiana. Dal 1924 è sede museale, dapprima Nazionale e poi Museo Provinciale d’Arte. Fa parte di un ciclo di Collezioni cui fanno capo i castelli di Beseno, Stenico e Thun.
Cinzia Polino
Come arrivare a Trento
In treno: la linea ferroviaria è quella che passa per Verona e Padova, stazioni di cambio per Intercity ed Eurostar che divengono interregionali: da Verona a Trento ci si impiega meno di un’ora. Chi si presenta con il biglietto ferroviario (sola andata o A/R) ha diritto a uno sconto sull’ingresso alla Mostra. Info: www.trenitalia.it
In auto: Trento si trova lungo l’autostrada del Brennero A22; da Milano si giunge anche lungo la SS del Tonale e della Mendola.
Info mostra
La mostra Gli Ori delle steppe è aperta fino al 4 novembre 2007, dal martedì alla domenica con orario 10-18; chiuso il lunedì.
Il biglietto costa € 6
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tel. 0461 233770
Il Castello del Buonconsiglio è aperto tutto l’anno da martedì a domenica, 9:30-17
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tel. 0461 216060
www.buonconsilgio.it
Gita ai Castelli
Oltre al Castello del Buonconsilgio si possono visitare:
Castel Beseno a Besenello (20 minuti di auto a sud di Trento): aperto tutto l’anno dalle 9.30 alle 17 (da giungo a settembre dalla 10 alle 18). La sua architettura risale all’epoca cinquecentesca e ha un chiaro aspetto difensivo, dovuto sia alla posizione strategicamente elevata, sia alla possente cerchia muraria.
Castel Stenico a (30 minuti di auto a sud ovest di Trento): aperto tutto l’anno dalle 9.30 alle 17 (da giungo a settembre dalla 10 alle 18).
Vi sono presenti diversi stili architettonici, dal romanico al rinascimentale. La sua antica cappella di San Marino è decorata con un importante ciclo di affreschi duecenteschi.
Castel Thun a Vigo di ton (30 minuti d’auto a nord ovest di Trento): per ora si possono visitare soltanto i giardini e il loggiato poiché è in restauro. La sua posizione domina la Val di Non e anche dall’esterno il castello mostra un’interessante struttura architettonica.
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