Mercoledì, 15 Febbraio 2012

I cavalieri d'oro

I cavalieri d'oro

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Figura antropomorfa VI-VIII s. d.C.
Immaginate immense distese erbose, ora piatte ora gradatamente ondulate, dove l’occhio non ha altri orizzonti che il cielo e le colline basse o le montagne che si profilano in lontananza.

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Faretra in oro IV sec. a. C.
Considerate che queste terre piatte si estendevano per circa 7000 chilometri, dalle pianure a oriente dei Carpazi (Romania orientale e Ucraina) fino al lago Baikal (Russia siberiana) e oltre, in un insieme paesaggistico che gli storici definiscono “fascia delle steppe eurasiatiche”. Proprio questo corridoio senza valichi, particolarmente adatto al pascolo, è stato fin dall’antichità il luogo privilegiato per il passaggio di tribù e popoli diretti sia a est che a ovest, i quali, nei loro incontri-scontri, hanno generato significative mescolanze antropologiche e interessanti fusioni culturali. 

Gioielli, corredi e monili d’oro come unica testimonianza
Dai tempi di Omero le pianure oltre lo stretto dei Dardanelli sono state un luogo carico di mitologia, valgano per tutti le avventure degli Argonauti e il mito delle Amazzoni. Erodoto (484-425 a.C.) e altri storici greci ci hanno raccontato che in quelle terre vivevano popoli nomadi e selvaggi, dalle usanze decisamente cruente e ripugnanti: per esempio in occasione del funerale di un re “si tagliano un pezzo d’orecchio, si radono tuto intorno i capelli, si fanno incisioni intorno alle braccia, si graffiano la fronte e il naso e si trafiggono con frecce la mano sinistra. (…) Nel restante spazio libero della stanza funebre, seppelliscono, dopo averla strangolata, una delle concubine.” (Erodoto, Le Storie, IV, 72). I Greci fondatori della città-stato e portatori di una civiltà basata su un’economia che prevedeva innanzitutto la stanzialità, sentivano le popolazioni che si spostavano per sostentarsi economicamente come profondamente diverse, come barbare. Si trattava dei Cimmeri (I millennio a.C.) degli Sciti (VII secolo a.C.) e dei Sarmati discendenti dei Sauromati citati da Erodoto. Ma le steppe hanno visto il passaggio di molte altre popolazioni, come i Goti e gli Unni  (IV secolo d.C.), gli Avari e i Khazari (VII secolo d.C.) fino ai Peceneghi e ai Polovzi (X secolo d.C) e infine ai Mongoli dell’Orda d’Oro capeggiati da Gengis Khan (XIII secolo d.C.).

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Pendente a forma di sfinge in oro IV sec. a. C.
Queste popolazioni, oltre a essere nomadi, avevano una cosa in comune: erano guerriere. Non ci hanno lasciato città, opere monumentali o testi scritti: gli oggetti d’oro rinvenuti nei sepolcri delle steppe dell’Ucraina a partire dai ritrovamenti archeologici del XIX secolo sono la loro unica mirabile testimonianza. Ecco perché i quattrocento oggetti in mostra  al Castello del Buonconsiglio di Trento (vedi box), provenienti dai musei più prestigiosi delle città di Kiev, Odessa e Vinnitza, rappresentano un’occasione straordinaria per conoscere gli antichi popoli delle steppe.

I kurgan
Le testimonianze dei popoli che hanno abitato le steppe dell’Ucraina (soprattutto alto e basso Dnepr) a partire da tremila anni fa provengono dai kurgan, monumentali sepolture a tumulo nelle quali gli archeologi hanno rinvenuto “gli ori delle steppe”: statue, vasi, coppe, piatti, collane, diademi, girocollo, pendenti, orecchini, ornamenti, bracciali, anelli, spade, asce, pugnali, specchi, oggetti rituali, copricapo, coronamenti d’asta. I kurgan, a pianta circolare, sono denominati anche “piramidi delle steppe” e rappresentano l’unico elemento architettonico stabile delle tribù nomadi. Ogni kurgan conteneva diverse sepolture di principi e nobili, che - proprio come i faraoni - venivano tumulati assieme ai simboli del potere e del prestigio che li avevano contraddistinti. Nelle sue Storie, Erodoto racconta che gli Sciti dedicavano imponenti risorse ai funerali dei loro capi. I quali non solo venivano seppelliti con tutti gli onori e talvolta in compagnia delle loro concubine, dei coppieri, dei cuochi, degli scudieri, dei cavalli e del corredo di ori e argenti, ma i loro kurgan avevano dimensioni diverse secondo il rango, la ricchezza e il titolo del defunto; alcuni  potevano raggiungere i 100 metri di diametro e l’altezza di un edificio a tre piani. Dalla costruzione funeraria centrale, si accedeva a diverse stanze per la sepoltura dei cavalli e dei guerrieri. Nella quarta sezione della mostra è ricostruito un kurgan con la camera funeraria di una principessa rinvenuta a Tolstaja Mogia, nel basso Dnepr. Si possono ammirare gli ornamenti in oro di cui era rivestita e il maestoso copricapo decorato. Di solito i kurgan si trovano raccolti in gruppi e molti sono stati edificati con mattoni alternati a manto erboso: per alcuni fu necessario un manto erboso di diverse decine di ettari.

prima parte / segue

Cinzia Polino 

BIBLIOTECA

BIT 2012

circa 1 ora fa Intervista all'artista spagnolo Alberto Corazón: http://t.co/Zfq8MsQu
circa 20 ore fa Mi è arrivato "Gli studenti di storia" di Alan Bennett, edito da Adelphi. Nei prossimi giorni pubblicherò la recensione su ALIBI
circa 1 giorno fa Michele Lupo recensisce su ALIBI due bei romanzi targati Iperborea: http://t.co/bOeGl00G
circa 2 giorni fa The Beatles in the Brianzashire. Renato Ornaghi ha presentato Praa de magioster per semper da Lettori Golosi a Monza: http://t.co/A8uQ5uOw
circa 2 giorni fa Tazzine d'Italia: Caffè Carducci a Monza, http://t.co/bx0oFal4
circa 3 giorni fa Ad Ajo Blanco pinchitos de pollo, tortilla y bocadillo de patanegra y tomate... Vamos!
circa 3 giorni fa Alla libreria Lettori Golosi per la presentazione del CD di Renato Ornaghi "Praa de magioster per semper. The Beatles in the Brianzashire"
circa 3 giorni fa Tra gli appuntamenti più interessanti della BIT ho in agenda quello con il Circuito Città d’Arte della Pianura Padana: http://t.co/Xz2rWVh8
circa 4 giorni fa @aleagostiniat è questo l'account che utilizzo ora: https://t.co/MUQuMfiA ciao, Saul
circa 4 giorni fa intervista a Fabio Bussotti, autore de "Il cameriere di Borges", appena mandato in libreria da Perdisa: http://t.co/8w4N4CdS
circa 4 giorni fa @CarmineAceto Su ALIBI trova la mia recensione de "Il cameriere di Borges" di Bussotti. Saluti! http://t.co/T0JPLCv4
circa 4 giorni fa @Bookrep ecco la mia recensione su ALIBI: http://t.co/T0JPLCv4
circa 4 giorni fa Ecco la recensione de "Il cameriere di Borges" di Fabio Bussotti, edito da Perdisa: http://t.co/T0JPLCv4
circa 5 giorni fa buon compleanno, Tazzine d'Italia! http://t.co/LfoDdSUu
circa 5 giorni fa L'influenza non demorde, ma sono arrivati i nuovi biglietti da visita di ALIBI! Da sfoggiare alla BIT la settimana prossima... :-)
circa 5 giorni fa @ValleSusa anche ALIBI Online è su Twitter! https://t.co/MUQuMfiA :-) ciao, Saul
circa 7 giorni fa "A letto con ALIBI" fa tappa a Lisbona: http://t.co/OMNKLLL5
circa 7 giorni fa infulenza permettendo, stasera si va al Carcano a vedere "La bottega del caffè" di Goldoni
circa 8 giorni fa Doppia recensione di Michele Lupo: http://t.co/me47Qrc6
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