Venerdì 09 Febbraio 2007 16:26
È uno degli alimenti più apprezzati dall’uomo: le sue origini si perdono nella notte dei tempi. Da sempre protagonista di innumerevoli occasioni di incontro e di festa, il prosciutto sarà al centro del convegno organizzato a Madrid, sabato 10 febbraio dall’Accademia Italiana della Cucina. Una prestigiosa manifestazione che accomuna Italia e Spagna in un intenso abbraccio culturale. A far da cornice all’evento la presentazione del libro “il cibo in Cervantes tra sogno e realtà” dell’accademico Michele Salazar, un’opera originale che spiega l’intenso legame tra cibo ed esistenza
La centralità del maiale nella cultura gastronomica spagnola ed italiana. La storia e la tradizione dei vari salumi tipici dei due Paesi. Le differenze esistenti tra le razze di maiale utilizzate per la produzione dei prosciutti. Saranno questi alcuni dei temi del convegno “La carne suina nella tradizione italiana e spagnola: Incontro col prosciutto, organizzato a Madrid sabato 10 febbraio dalla delegazione locale dell’Accademia Italiana della Cucina. Presso l’Istituto italiano di cultura di Madrid le due “patrie del prosciutto” saranno rappresentate da illustri esperti del settore carni suine: da Mario Emilio Cicchetti, direttore generale del Consorzio Prosciutto San Daniele, a Don Jose Antonio Pavon Dominguez, segretario generale DOP Jamon de Huelva, a Davide Calderone, responsabile ricerche e sviluppo Consorzio Prosciutto di Parma, a Don Jose Ramon Godoy, Direttore fundacion Jamon Serrano.
Il convegno sarà anche l’occasione per la presentazione ufficiale del libro “Il cibo in Cervantes tra sogno e realtà” dell’accademico Michele Salazar edito da Rubettino con presentazione del Presidente dell’AIC Prof. Giuseppe Dell’Osso. Concepito in terra di Spagna, il libro prende ispirazione dal Quijote di Miguel de Cervantes, in particolare «la lettura delle prime pagine nelle quali è descritta la magra cena dell’Hidalgo - afferma Salazar - mi ha offerto la fulminante ispirazione per una ricerca sul cibo nel romanzo. L’opera analizza il cibo in Cervantes come elemento fondamentale per disegnare la personalità dei protagonisti, il nobile hidalgo Don Chisciotte e il suo simpatico scudiero Sancio Panza. Il cibo è l’occasione per acute riflessioni sul modo di essere e di apparire delle figure principali del romanzo che si muovono tra realtà e fantasia nel loro differente rapportarsi al bere e al mangiare.
Ma quali sono i valori fondamentali dell’esistenza che è possibile legare al cibo nell’opera di Cervantes? In primo luogo la libertà e la dignità dell’uomo. Seguiti dall’amore per la Patria e dalla solidarietà che traspare non solo dalla missione di Don Chisciotte ma anche dalle azioni del suo simpatico scudiero Sancio. Infine l’amore, quello vero, impersonato da Dulcinea.
Follia e saggezza, digiuno e abbuffata, povertà e ricchezza, libertà e schiavitù, amore, gloria, speranza, illusione, si alternano e si combinano nelle pagine di Salazar attraverso il cibo, in una chiave di lettura nuova ed assai originale dell’immortale lavoro di Cervantes.
BIBLIOTECA
BIT 2012
Ultimi Commenti
L'eterna lotta tra memoria e o...
Ma il poliziotto "troppo molisan...
Una mostra nelle Fiandre risve...
"Non gettavo più di uno sguardo ...
Un pomeriggio invernale lungo ...
Sono rimasto affascinato di ques...
Il senso degli artisti per la ...
Ricordo la lunga sequenza del gr...
Piacenza dedica una mostra-dit...
I macchiaioli erano un po' "i no...







