Mercoledì, 30 Maggio 2012

Perdersi per ritrovarsi tra l'ordito di stradine di Aggius in Gallura

aggius_ante Le stradine sono strette e ripide, ma occorre avvertire che gli aggettivi in questo caso non descrivono in modo adeguato la realtà. Bisogna arrivare ad Aggius e infilarsi con l’auto, magari una comoda ma ingombrante monovolume familiare, nei vicoli del centro per capire di aver fatto una stupidaggine. Non è il caso però di arrendersi alla banalizzante identificazione forestiero-imprevidente opposta a quella “locale”-esperto: anche ad Aggius, infatti, trova buon seguito l’abitudine tutta italiana di posteggiare sotto casa, anche se ciò può significare occupare oltre metà della strada. Da parte sua l’amministrazione comunale sta pensando a come risolvere il problema di togliere le auto dal centro; nel frattempo la cosa migliore per chi arriva da fuori è lasciare la macchina in uno dei parcheggi sulla strada e addentrarsi a piedi nel groviglio di stradine.
aggius_chiesa
Siamo arrivati nella Gallura interna e le coste settentrionali della Sardegna sembrano lontane mille miglia, anche se distano appena poche decine di chilometri. L’impressione di distanza dal mare che si percepisce è accentuata dalla particolare posizione del paese che si trova a oltre 500 metri di altitudine, ai piedi di una catena montuosa molto particolare che non per caso ha ricevuto il soprannome di “lunare”. La Valle dei Grandi Sassi è infatti più nota come Valle della Luna. Le alture tutt’intorno sono punteggiate da stazzi, ovvero i casolari con stalle e ovili, caratteristici della zona. In un passato non troppo remoto fungevano da abitazione per gran parte della popolazione che si trasferiva nelle case del borgo soltanto in occasione delle festività. In lontananza, verso settentrione, si può intravedere Tempio Pausania, capoluogo di provincia insieme a Olbia.
aggius_muroA prima vista Aggius pare scolpita nel granito. Camminando per le viuzze gli occhi indagano ogni pietra, ma ci vuole una vista particolarmente buona, o più semplicemente la dritta di un abitante, per individuare alcuni segni particolari. Nella Piazza dell’ordito già la targa del nome dovrebbe risvegliare la curiosità dell’ospite (ad Aggius, più che turisti, si ha la gradevole impressione di essere ospiti; impressione confermata dalla cortesia di tutte le persone in cui ci si imbatte e dalle quali si viene salutati come concittadini, abitudine di buona educazione ormai persa in quasi tutto il “continente”). Si guardi allora per terra alla ricerca di “chiodi” di ferro. Ovviamente non sono posizionati a caso, ma difficilmente si riesce a comprenderne la ragione, senza l’aiuto di qualche Aggese. Il segreto è presto svelato: una volta tolti i chiodi, si infilavano dei bastoni di legno per lavorare alla filatura. In una stradina poco distante si può ammirare un vero e proprio tappeto di pietra, realizzato come omaggio all'attività che per secoli ha impegnato le donne del paese. aggius_tappetopietra
Verso la fine dell’Ottocento lo storico Goffredo Casalis scriveva infatti: “ad Aggius le donne al solito attendono alla tessitura, ed ogni casa ha un telaio e taluna anche più”. Mentre le donne filavano, gli uomini si dedicavano soprattutto alla pastorizia, anche se non dovettero mancare i più “intraprendenti” che pensavano di arricchirsi con la contraffazione di monete. Pare che questi ultimi siano arrivati addirittura ad apprestare una zecca clandestina su uno dei monti attorno, finendo con il legarlo per sempre alla loro spavalda e truffaldina impresa: il nome del monte Fraile deriverebbe infatti dal termine che indica la fucina.
aggius_meocÈ un paese molto particolare Aggius, tanto che vengono fin dagli Stati Uniti per visitarlo. I suoi segreti sono custoditi nel bel museo MEOC (Museo Etnografico Oliva Carta Cannas), ricco di testimonianze sulla vita quotidiana degli antenati o in qualche caso anche solo dei genitori degli attuali abitanti. I visitatori scoprono qui che l’albero del sughero può generare un solo “maschio”, ma numerose “femmine”; che una donna rimasta vedova indossava una doppia gonna, la seconda delle quali veniva riversata sul capo, e portava una ricca parure non per indelicato vanto di lusso, ma per testimoniare che in vita il marito non le aveva fatto mancare nulla; che il Vate d’Italia D’Annunzio definì “antico quanto l'alba” il celebre coro di Aggius; che i muretti a secco a divisione dei pascoli in pratica “spuntarono” da un giorno all'altro come conseguenza di un disastroso editto. E tante altre cose si apprendono, anche grazie ai volontari che così dimostrano ai visitatori di avere davvero a cuore il proprio territorio.
Il modo migliore per scoprire Aggius e la circostante zona della Gallura interna (senza peraltro rinunciare a fare tappa in alcune delle località della splendida costa settentrionale e a visitare le chiesette romaniche o gli enigmatici nuraghi che si ergono nei paraggi) è soggiornare nella residenza storica La Vignaredda, dove l'ospitalità degli Aggesi viene raddoppiata tanto da sentirsi immediatamente a casa.
aggius_vignaredda_facciata
Dall'ampia terrazza si gode una superba vista sulla Gallura, mentre nell'accogliente salotto al piano interrato ogni mattina si viene viziati con un'ottima e abbondante colazione, magari lasciati per un qualche attimo liberi dai propri bambini che scorrazzano in giardino.
aggius_vignaredda_giardino
Ma è senza dubbio la tranquillità dell'ambiente a imprimersi nella memoria dell'ospite che nei giorni di permanenza ne gode come salutare antidoto allo stress della vita cittadina. Per ritrovar se stessi val la pena di perdersi qualche giorno per le stradine di Aggius. Senza macchina.
aggius_vignaredda_camino

La Vignaredda
Via Gallura 14
Aggius (Olbia-Tempio)
Tel. 079620818; 3471010198
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Ufficio Prenotazioni - Informazioni Milano
Tel./Fax 02.8376606
www.ianasrl.it
www.lavignaredda.com

M.E.O.C.
Via Monti di Lizu 6
Aggius (OT)
Tel. 079.621029
349.4533208
www.museomeoc.com

 

In archivio:
- Le piccole chiese della Sardegna sembrano uscite dalle fiabe
- Essere è tessere: Maria Lai al Museo Etnografico di Aggius

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