Mercoledì, 15 Febbraio 2012

Peregrinando fino a Bruggi in Alta Val Curone in un pomeriggio estivo

bruggi_ante Il tempo incerto del dopopranzo invita a una gita in auto. Scendiamo al Museglia in secca e prendiamo per Montacuto, poi svoltiamo a valicare il panoramico passo sotto il Giarolo attraverso Magroforte, Costa dei Ferrai, Serra, fino a incrociare, a Morigliassi, la provinciale. Andiamo quindi a sud per Garadassi e, al bivio, a destra per Caldirola. La strada larga, costruita nella remota auge turistica, sale a tornanti duri, bruschi, ripidi, fra una vegetazione essenziale e stenta. Rade gocce di pioggia spruzzano il parabrezza, ma l’asfalto è bagnato dal temporale. Una recinzione di pali in legno e filo metallico appare lungo il declivio a sinistra. Qualche centinaio di metri più in alto, a una svolta cieca, l’ingresso della tenuta. I proprietari, Matteo e Caterina, ci accompagnano a visitare la struttura e a incontrare gli animali: i due cagnoni bianchi e socievoli, eredi di quelli citati nel libro Storie della fattoria, il gatto Ulisse, le pecore cornute, le galline, i conigli, una coppia di cavalli (gli altri sono al pascolo). Discutiamo di come rilanciare la montagna e dei relativi problemi di convivenza, raccontati nel film Il vento fa il suo giro.
Continuiamo il nostro itinerario. Torniamo al bivio e imbocchiamo l’altro ramo. Montecapraro emerge iniziando dal campanile, nitido contro il cielo azzurro che illumina d’allegria le case in pietra. Qualche curva ascendente ed ecco Salogni, raccolto a sinistra in un grappolo di tetti sovrapposti: un tempo borgo di tristi emigrazioni argentine, in questo tardo agosto luogo di serena villeggiatura tra i monti. Si sale ancora. La vegetazione diviene densa e cupa: pini, per lo più. La luce si fa avara, lasciandoci in una liquida ombra verde sormontata da un aspro pendio. Bruggi (“Perla della val Curone” dice una targa) evoca altre latitudini.
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Le coste attorno sono scoscese e fitte di alberi alti e scuri. Una passerella scavalca l’esiguo rigagnolo appena sotto la malconcia, muschiosa traversa per la captazione dell’acqua. Da lì un sentiero sale nei boschi e riecheggia di escursionisti. Il cimitero di pietra a vista sorge accanto alla chiesa, come in una parrocchia protestante. La via acciottolata inizia da un casermone di mattoni moderni nel quale stanno ricavando alloggi e serpeggia in dura salita fra casette ristrutturate a uso estivo e qualche solido prefabbricato in legno scuro. Quattro diverse fontane, lungo il percorso, offrono un quieto mormorio d’acqua gelida. Un vicolo devia bruscamente a destra perdendosi in un’erta verde fra orti e alberi da frutto.
È pomeriggio avanzato. Il sole sovrasta di poco, a sudovest, la vetta del Giarolo, sul versante opposto rispetto a casa nostra. A sud, il Chiappo e l’Ebro drizzano i loro 1700 metri di barriera (in inverno solo brevemente superabile) contro i raggi solari. Penso alle generazioni che sono trascorse qui nei gelidi inverni neri di neve e alla fotofobia che ha portato, ora, a piantare file di pini in ogni spazio libero del caseggiato, ulteriore schermo a una luce già parsimoniosa. Proseguiamo il nostro itinerario pedonale e scendiamo verso l’auto passando dall’altro capo del villaggio, reimmergendoci nell’ombra fredda della conca.
È quasi con sollievo che usciamo dalla strettoia e ci portiamo a Fabbrica Curone per una cena all’aperto, sotto i vasti rami di un tiglio, nella piazzola di fronte al ristorante dell’amico Massimo, mentre il tramonto e i suoi teneri colori estivi continuano ancora a lungo a rendere delicatamente luminoso il paesaggio d’intorno.
Marco Grassano

In archivio:
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Rimembranze oraziane sotto la neve pasquale del Monte Giarolo
- Vertigini liguri. I luoghi della memoria di Marino Magliani
- Incontri con la Liguria: l'omaggio di Marco Grassano a Biamonti

Commenti 

 
#1 2011-02-09 09:22
Bellissimo articolo, e posti densi come il miele grezzo. Sarebbe bello integrare questa passeggiata ligure con tutte le tappe del cammino antico di Agostino, che passa proprio per la Val Curone.
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circa 2 giorni fa The Beatles in the Brianzashire. Renato Ornaghi ha presentato Praa de magioster per semper da Lettori Golosi a Monza: http://t.co/A8uQ5uOw
circa 3 giorni fa Tazzine d'Italia: Caffè Carducci a Monza, http://t.co/bx0oFal4
circa 3 giorni fa Ad Ajo Blanco pinchitos de pollo, tortilla y bocadillo de patanegra y tomate... Vamos!
circa 4 giorni fa Alla libreria Lettori Golosi per la presentazione del CD di Renato Ornaghi "Praa de magioster per semper. The Beatles in the Brianzashire"
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circa 5 giorni fa buon compleanno, Tazzine d'Italia! http://t.co/LfoDdSUu
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