Mercoledì, 15 Febbraio 2012

Visita al Museo Archeologico di Napoli con la direttrice Sampaolo

mann_ante Ci sono un architetto stabiese, sei archeologi russi e un giornalista brianzolo. È l'inizio di una barzelletta? No, è l'inizio di un visita al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) e insieme di un viaggio nel tempo, dal passato remoto a quello appena trascorso, al presente e al futuro prossimo. In una Napoli insolitamente fresca – anche qui le temperature sono scese drasticamente nelle ultime ore – alcuni ospiti del convegno Archeo Stabiae hanno avuto il privilegio di essere guidati per le sale del prestigioso museo dalla stessa direttrice, la dottoressa Valeria Sampaolo. Facevano parte della comitiva, appunto, il modesto giornalista culturale che scrive, l'architetto Angela Vinci della Fondazione Restoring Ancient Stabiae e alcuni archeologi russi, arrivati in Campania per partecipare al congresso intitolato Il fascino di Stabiae conquista l'Ermitage. Il Museo di San Pietroburgo è infatti ospite d'onore di questa seconda edizione della manifestazione culturale stabiese, a conferma degli stretti rapporti che ormai uniscono la Fondazione con l'istituzione russa.
La dottoressa Sampaolo ci introduce per prima cosa nelle sale che accolgono la magnifica Collezione Farnese. Confesso a questo punto di ritenere la Salle du Manège del Louvre, dove sono esposti spettacolari statue in marmo colorato provenienti in particolare dalle collezioni Borghese uno degli allestimenti più scenografici al mondo. Bene, le sale della Collezione Farnese sono senz'ombra di dubbio allo stesso livello, se non addirittura superano le "rivali" parigine.
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Il nuovo allestimento esalta l'eccezionale qualità artistica delle opere e attraverso l'utilizzo del colore delle pareti suggerisce un legame con l'originale collocazione all'interno delle raccolte della famiglia nobiliare. Il blu rimanda infatti alla sistemazione in ambienti all'aria aperta, mentre il grigio ricorda la collocazione in ambienti chiusi all'interno delle dimore farnesi. La dottoressa Sampaolo si sofferma in particolare sul ripristino di alcuni restauri d'epoca, scelta motivata dalla volontà di conservare questi interventi come testimonianze del gusto (ma anche delle tecniche) dell'epoca in cui sono stati effettuati. Si può in questo caso parlare di restauro del restauro. L'architetto Vinci fa intanto da traduttrice per gli ospiti russi e si trova in difficoltà soltanto al momento di individuare il corrispettivo del termine "scroto" riferito ai tori. "Come si dice scroto di tori", domanda sorridendo? Siamo davanti alla magnifica statua di Artemide Efesia in alabastro e quelle che un tempo venivano considerate mammelle simboleggianti la fertilità, vengono ora invece interpretati come scroti taurini, sacrificati alla dea.
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I Farnese avviarono gli scavi alle Terme di Caracalla per abbellire le proprie dimore e trovarono statue di varie dimensioni, alcune colossali, come il celeberrimo Eracle detto appunto Farnese. Si pensa che derivi da un originale bronzeo di Lisippo. Anna Trofima, capo del Dipartimento di Antichità Greco-Romane dell'Ermitage racconta che il suo museo conserva almeno tre copie della statua, di dimensioni diverse e allora il giornalista non può trattenere la battuta sulle statue matrioska (che sarà pure banale, ma suscita comunque la risata degli archeologi russi).
Ammirazione particolare desta la Tazza Farnese, il più grande pezzo d'agata lavorata arrivato dall'antichità. La tennero tra le mani imperatori romani, i Bizantini e Lorenzo il Magnifico, prima di finire in dote alla famiglia Farnese.
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Arrivati davanti a un altro capolavoro, il Toro Farnese, la direttrice si lascia scappare una battuta sull'illuminazione discontinua dei faretti che non rispondono adeguatamente al compito di illustrare la monumentale composizione ("pare nu presepe", dice la direttrice). 
Al piano superiore visitiamo i pezzi più importanti delle sezioni dei mosaici e delle pitture parietali. È l'occasione per una breve - ma sacrosanta - polemica sulla moda di allestire mostre temporanee "spogliando" le collezioni permanenti dei musei, facendo viaggiare reperti di una fragilità estrema, sottoponendoli così a "stress" deleteri e a inutili rischi. 
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Chiedo alla dottoressa Sampaolo il motivo della frequenza della rappresentazione del mito di Perseo e Andromeda. Mi spiega che si tratta di un mito in qualche modo "borghese". A differenza dei fondatori di città e di dinastie, Perseo salva la sua bella dalle grinfie del mostro e poi si gode la sua ricompensa in santa pace. In un periodo come quello imperiale in cui tutta la cura dello stato (cioè la gestione del potere) era concentrata in pochissime mani, la classe dirigente scopriva la bella vita (anche qui detto in un altro modo: si rifugiava nei piaceri del privato abbandonando le angustie e le ambizioni della res publica).
Infine le domando a bruciapelo quale sia il suo pezzo preferito dell'intera collezione del Museo. Mi sorprende rispondendo il busto acefalo e senza arti del giovane Dioniso (detto anche questo Farnese) perché pur essendo monco, è fortemente espressivo.
Il torso del Giovane Dioniso Farnese
Usciamo dal Museo Archeologico semplicemente estasiati, con il proposito di ritornarci il più presto possibile.
Saul Stucchi

In archivio:
- Otium Ludens: a Ravenna l'incanto delle ville di Stabiae
- Cento opere a rappresentare la pittura di epoca imperiale
- Divus Vespasianus: al Colosseo si celebra la dinastia dei Flavi

BIBLIOTECA

BIT 2012

circa 7 ore fa Intervista all'artista spagnolo Alberto Corazón: http://t.co/Zfq8MsQu
circa 1 giorno fa Mi è arrivato "Gli studenti di storia" di Alan Bennett, edito da Adelphi. Nei prossimi giorni pubblicherò la recensione su ALIBI
circa 2 giorni fa Michele Lupo recensisce su ALIBI due bei romanzi targati Iperborea: http://t.co/bOeGl00G
circa 2 giorni fa The Beatles in the Brianzashire. Renato Ornaghi ha presentato Praa de magioster per semper da Lettori Golosi a Monza: http://t.co/A8uQ5uOw
circa 3 giorni fa Tazzine d'Italia: Caffè Carducci a Monza, http://t.co/bx0oFal4
circa 3 giorni fa Ad Ajo Blanco pinchitos de pollo, tortilla y bocadillo de patanegra y tomate... Vamos!
circa 4 giorni fa Alla libreria Lettori Golosi per la presentazione del CD di Renato Ornaghi "Praa de magioster per semper. The Beatles in the Brianzashire"
circa 4 giorni fa Tra gli appuntamenti più interessanti della BIT ho in agenda quello con il Circuito Città d’Arte della Pianura Padana: http://t.co/Xz2rWVh8
circa 4 giorni fa @aleagostiniat è questo l'account che utilizzo ora: https://t.co/MUQuMfiA ciao, Saul
circa 5 giorni fa intervista a Fabio Bussotti, autore de "Il cameriere di Borges", appena mandato in libreria da Perdisa: http://t.co/8w4N4CdS
circa 5 giorni fa @CarmineAceto Su ALIBI trova la mia recensione de "Il cameriere di Borges" di Bussotti. Saluti! http://t.co/T0JPLCv4
circa 5 giorni fa @Bookrep ecco la mia recensione su ALIBI: http://t.co/T0JPLCv4
circa 5 giorni fa Ecco la recensione de "Il cameriere di Borges" di Fabio Bussotti, edito da Perdisa: http://t.co/T0JPLCv4
circa 5 giorni fa buon compleanno, Tazzine d'Italia! http://t.co/LfoDdSUu
circa 6 giorni fa L'influenza non demorde, ma sono arrivati i nuovi biglietti da visita di ALIBI! Da sfoggiare alla BIT la settimana prossima... :-)
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circa 9 giorni fa Una breve nota sul senso dei pittori per la neve: http://t.co/laoDWVrE
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