Mercoledì, 15 Febbraio 2012

Varsavia vecchia e nuova

varsavia_anteWarszawa in polacco. Warsaw nella versione internazionale, Varsavia per il turista italiano. Entrare a Varsavia è calarsi nel “Regno delle metropoli”. Da subito, nelle sue larghe arterie, nei suoi viali spaziosi, nell’orgia di macchine, appare come una nostra Milano o magari Torino. Si respira un’atmosfera industriale, di città moderna che produce, di migliaia di anime che corrono e lavorano e faticano in un clima rigido, stampato negli zigomi di ciascuna. Capitale che si presenta difficile da interpretare e capire. La prima impressione non è entusiasmante ma, come tutte le metropoli, la sua scoperta richiede tempo ed energia.
Per chi, come chi scrive, è reduce da un impareggiabile impatto con la favolosa Cracovia il confronto non sembra reggere; due realtà diverse: luogo d’atmosfera d’incanto la città legata a Papa Wojtyła, Varsavia appare invece “con i piedi per terra”, fissata nel tempo presente; coi suoi grattacieli, centri commerciali, palazzi invasi da viavai, tram continui e auto incolonnate in lunghi strati d’asfalto accerchiato di secco, ma anche in quello passato, come confermano le innumerevoli tracce che ricordano una guerra che ha inevitabilmente segnato il territorio e i suoi abitanti.
varsavia_piazza_castello
È Stare Miasto, la Città Vecchia, l’obiettivo principale del turista. Il centro storico da sempre è la stella di Natale di una città. E qui il Natale, anche se siamo ormai alla fine di gennaio, ancora persiste, con qualche albero decorato qua e là e luci di rituale. Dalla stazione con destinazione Stare Miasto il percorso a piedi offre la vista dell’imponente Pałac Kultury i Nauki, Palazzo della Cultura e della Scienza, fatto costruire da Stalin, che non può lasciare indifferenti. Il tragitto prosegue lungo Krakowskie Przedmieście, strada impreziosita dalla statua del poeta nazionale Adam Mickiewicz, che richiama alla mente Berlino e la zona universitaria di Unter Den Linden: più imperiosa la via germanica, ma assai simile quella polacca nello stile degli edifici, nel colore, nelle bancarelle di libri usati. Del resto si sa, qui i tedeschi hanno lasciato una nitida impronta. L’impronta ahimè più invadente è quella che ha portato alla distruzione della città, devastata dai nazisti alla fine della Seconda Guerra Mondiale. E così ecco cos’è Stare Miasto: una ricostruzione fedele di ciò che c’era prima dell’orrore umano, un tentativo di rimediare a quei danni. Lodevoli le intenzioni, la ricostruzione non può che essere motivo di grande orgoglio per i polacchi, esempio di grande carattere e voglia di reagire di fronte alla tragedia. Artisticamente i risultati sono ambigui: edifici e situazioni che ricalcano l’ante-guerra, ma pur sempre ricostruzioni che ne minano le sensazioni veraci.

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Nella Plac Zamkowy - Piazza del Castello - si eleva al cielo il rosa del Zamek Królewski - il Castello Reale - mentre di fronte si erge la Kolumna Zygmunta - Colonna di Sigismondo, uno dei maggiori simboli cittadini.
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Ciò che traspira nella passeggiata lungo Stare Miasto, passando dalla neogotica Cattedrale di San Giovanni, fino al Rynek, la piazza del mercato centrale, fulcro della città, è un’atmosfera di artificiosità. Qui la sensazione di stupore e meraviglia che si respira nell’omonima piazza di Cracovia è attenuata. Al di là di un confronto che non è giusto fare, Rynek Starego Miasta presenta alti palazzi ricostruiti con al centro la Syrena, simbolo di Varsavia. Il senso dell’artificiale continua almeno fino alla torre rossa difensiva del Barbacane. È superato questo confine, più a nord dove comincia Nowe Miasto, la Città Nuova, che ci sembra di assaporare la Polonia vera. A partire dal primo bar mleczny, mensa popolare, in Ulica Freta e appena dopo, dando un’occhiata lungo una tipica strada polacca, lastricata e carica di effetto, come sottolineato dal compagno di escursione Giovanni, ci si sente più a casa. Si percepiscono maggiormente i segni del passato, con edifici lontani dagli intonaci perfetti di poco prima.
Ma il top, il culmine della breve camminata è poco dopo. Basta prendere Ulica Długa, proseguire, dare un’occhiata a sinistra alla Cattedrale del Campo dell’Esercito Polacco, ma soprattutto a destra, al Monumento all’Insurrezione di Varsavia che raffigura i combattenti dell’Esercito Nazionale; splendido il doppio effetto che suscita: da una parte il senso di movimento, con i soldati che emergono dalle macerie e sembrano correre e attaccare; dall’altra, sulla sinistra, colpisce l’immagine di un altro soldato, pronto a calarsi in un tombino con un senso di scoramento e sofferenza che la statua trasmette in pieno. Toccante il simbolo della reazione polacca, un monumento che porta sulle proprie spalle un peso virtuale: quello dell’enorme dispendio di energie fisiche e morali usate per difendere la città. You need to a flashplayer enabled browser to view this YouTube video Eccola, la stella di Natale di Varsavia, di Warsaw, di Warszawa.
E tornare indietro toccando il nuovo Rynek, Rynek Nowego Miasta, paradossalmente più d’atmosfera rispetto al vecchio, e passare dal Museo di Marie Curie, scienziata premio Nobel per fisica e chimica, è come scendere dopo aver toccato la cima di un monte. La stella di Natale è ormai lontana, ma ciò che trasmette rimarrà per coloro che, come me e Giovanni, ci passeranno e per un attimo si soffermeranno.

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Testo di Francesco Gori
Foto dell'Ente Nazionale Polacco per il Turismo
Video di Francesco Gori e Giovanni Agnoloni

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circa 1 ora fa Intervista all'artista spagnolo Alberto Corazón: http://t.co/Zfq8MsQu
circa 20 ore fa Mi è arrivato "Gli studenti di storia" di Alan Bennett, edito da Adelphi. Nei prossimi giorni pubblicherò la recensione su ALIBI
circa 1 giorno fa Michele Lupo recensisce su ALIBI due bei romanzi targati Iperborea: http://t.co/bOeGl00G
circa 2 giorni fa The Beatles in the Brianzashire. Renato Ornaghi ha presentato Praa de magioster per semper da Lettori Golosi a Monza: http://t.co/A8uQ5uOw
circa 2 giorni fa Tazzine d'Italia: Caffè Carducci a Monza, http://t.co/bx0oFal4
circa 3 giorni fa Ad Ajo Blanco pinchitos de pollo, tortilla y bocadillo de patanegra y tomate... Vamos!
circa 3 giorni fa Alla libreria Lettori Golosi per la presentazione del CD di Renato Ornaghi "Praa de magioster per semper. The Beatles in the Brianzashire"
circa 3 giorni fa Tra gli appuntamenti più interessanti della BIT ho in agenda quello con il Circuito Città d’Arte della Pianura Padana: http://t.co/Xz2rWVh8
circa 4 giorni fa @aleagostiniat è questo l'account che utilizzo ora: https://t.co/MUQuMfiA ciao, Saul
circa 4 giorni fa intervista a Fabio Bussotti, autore de "Il cameriere di Borges", appena mandato in libreria da Perdisa: http://t.co/8w4N4CdS
circa 4 giorni fa @CarmineAceto Su ALIBI trova la mia recensione de "Il cameriere di Borges" di Bussotti. Saluti! http://t.co/T0JPLCv4
circa 4 giorni fa @Bookrep ecco la mia recensione su ALIBI: http://t.co/T0JPLCv4
circa 4 giorni fa Ecco la recensione de "Il cameriere di Borges" di Fabio Bussotti, edito da Perdisa: http://t.co/T0JPLCv4
circa 5 giorni fa buon compleanno, Tazzine d'Italia! http://t.co/LfoDdSUu
circa 5 giorni fa L'influenza non demorde, ma sono arrivati i nuovi biglietti da visita di ALIBI! Da sfoggiare alla BIT la settimana prossima... :-)
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circa 7 giorni fa "A letto con ALIBI" fa tappa a Lisbona: http://t.co/OMNKLLL5
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