Per la cena, ho deciso di tentare la taverna “Il cortile di Deucalione” (I avlì tou Defkaliona), in via Prevelaki 10, nella parte nord della città, dietro il Museo Storico affacciato sul porto. Era ancora “piuttosto presto” (le 9.45, in effetti: ma gli avventori hanno cominciato ad arrivare alle 10.30; mentre scrivo, sono le 11.25, e il locale, abbastanza grande, è quasi pieno; sono rimasti due soli tavolini liberi). Il proprietario mi ha consigliato eccellentemente, sul menù, dall’iniziale pane tostato con olio e un po’ d’origano al delizioso dolce - inventato da sua moglie e fatto di carote a pezzettini, miele e cannella - che porta il nome di un fiore caratterizzato dallo stesso, intenso aroma. Deucalione Markopulos è un personaggio curioso; ha fatto per trent’anni l’ingegnere elettronico, progettando televisori e congegni analoghi, poi si è stancato, e si è chiesto: “Cosa faccio? Apro una taverna”. La si trova citata (e descritta) nella guida Lonely Planet; gli autori sono venuti a mangiare qui e si sono trovati bene. Deucalione dice che, generalmente, i ristoratori non si preoccupano dei clienti abituali, perché tanto ci sono i turisti. Lui, invece, lavora soprattutto con la gente del posto (ed è quel che posso effettivamente constatare): i turisti ci sono solo d’estate.
Gli racconto che, per me, il cibo è come la poesia, e lui ribatte che ama molto leggere. Parliamo dei poeti e degli scrittori della sua terra. Ha letto tre volte di fila Zorba il greco quando aveva diciassette anni, e il libro gli ha cambiato la vita: gli ha insegnato che basta vedere la bellezza nelle cose. Kazantzakis non ha avuto il Nobel perché era comunista e perché ha scritto L’ultima tentazione, messo all’indice dalla Chiesa ortodossa e da quella cattolica, che lo hanno boicottato. Io gli porto, di rimando, l’esempio di Saramago, pure comunista e autore del Vangelo secondo Gesù Cristo, che però il Nobel l’ha vinto lo stesso. Altri tempi, certo, ammette; più di quarant’anni non sono trascorsi invano. Il poeta popolare è Ritsos; Kavafis è difficile anche per i greci, i giovani non lo comprendono più perché il Governo, quindici o vent’anni fa, ha commesso l’errore di dire: la katharevusa – cioè la lingua dei puristi – e il greco antico non servono. Così, se ci sono più di tre parole scritte nella vecchia lingua, non le capiscono. Lui ha imparato, oltre al greco antico, il latino. Poi parliamo dei dialetti. In Grecia, e specialmente a Creta, è come da noi. Quando, quarant’anni fa, studiava ingegneria ad Atene, doveva fare da interprete tra sua madre e i suoi compagni. I vecchi dei villaggi di regioni diverse non si capiscono fra loro ancora oggi. Un esempio: “perché” si dice ichtà a Creta e ghiatì sul continente.

Suona la fisarmonica e canta, secondo il principio di Zorba (“Padrone, io eseguo tutti i tuoi ordini, ma il sanduri lo suono solo quando voglio”, precisa, citando una battuta del libro). Lo hanno invitato a esibirsi quelli del tavolo accanto al mio - tutti indigeni - perché li ha abituati a farlo. Queste melodie greche (o cretesi?), intonate in coro e accompagnate dalla fisarmonica, sembrano quasi russe, per il forte pathos, per la nostalgia che esprimono. Non dimentichiamo che quaggiù è stata terra di grande emigrazione: lungo i millenni, in aggiunta. Secondo Deucalione, ogni Paese ha i propri canti, ma che si somigliano nei temi principali: la sofferenza d’amore, la lontananza… Ci sono molti tipi di canzoni greche, alcune ricordano le canzoni napoletane, altre quelle corse o andaluse o turche o di ulteriori aree mediterranee.
Si balla: prima alcune donne amiche della cognata di Deucalione, poi un anziano, che ha lavorato quarant’anni in Germania e ricorda fisicamente Seferis. Viene coinvolto un disabile (basso, stretto di torace, con diversi denti in meno) che andava in giro vendendo in un cesto stecche di cioccolato, vasetti di marmellata e simili. Sentendo la musica, è entrato e si è seduto educatamente in un angolo, da dove lo hanno aggregato alle loro piroette. Tra i greci è assai diffusa, questa delicata attenzione verso chi la Natura ha già castigato di suo. Prima, erano passati un tipo tarchiato, moro, baffuto, che eseguiva alla fisarmonica un pot-pourri con qualcosa di italiano (“Sta luntane da ‘stu core…”) e ringraziava, dopo le mance, con estrema cortesia, e un vecchietto che camminava appoggiandosi a un bastone e porgeva, in offerta, una borsa piena di sacchetti di spezie.
Danzano in tondo. Oggi, al museo, ho visto una piccola scultura in terracotta raffigurante un cerchio di persone che ballavano tenendosi le mani sulle spalle, come nel film di Zorba o come qui, adesso. Una statuetta minoica, forse addirittura d’epoca prepalaziale, che dà il senso di quanta profondità cronologica abbiano, in Grecia, anche i gesti apparentemente minimi della quotidianità…
Marco Grassano
La foto è di Stavros Markopoulos
LEGGI ANCHE:
- "Su per balze e in anfratti" dell'Appennino alessandrino
- Peregrinando fino a Bruggi in Alta Val Curone in un pomeriggio estivo
- All'Achilleion Sissi rende omaggio al più grande degli eroi greci
BIBLIOTECA
Segui il tuo ALIBI
circa 20 ore fa
La prossima volta mi conviene chiedere l'accredito al taxi e pagare il concerto... :-(
circa 23 ore fa
Zamboni è entrato adesso. Io devo bere un caffè...
circa 1 giorno fa
Puntata de La Bottega delle Muse su Radio Popolare: http://t.co/Mqk4qyDP
circa 2 giorni fa
#ARTE : Marco Carminati ha presentato il suo libro su Las Meninas di Velazquez: http://t.co/mbGb0aSf
circa 3 giorni fa
#ZAMBONI Massimo Zamboni e Angela Baraldi in concerto al Teatro Dal Verme di Milano: http://t.co/cDUQL5TQ
circa 5 giorni fa
#TITANIC Due libri sulla tragedia del Titanic, recensiti da Michele Lupo su ALIBI: http://t.co/Dj6UCko0
circa 7 giorni fa
#MOSTRE Ho pubblicato il podcast sulla mostra di Ford Madox Brown a Gent: http://t.co/ks4Z6nnE
circa 8 giorni fa
Caffè monorigine Etiopia! http://t.co/imYNfQw4
circa 8 giorni fa
Ford Madox Brown in mostra a Gent: http://t.co/vEesY7s9
circa 9 giorni fa
#TEATRO Recensione dello spettacolo SCONNESSIONI de Le Scimmie Nude al Teatro della Contraddizione di Milano: http://t.co/dA4NOiEp
circa 9 giorni fa
#ROTHKO Record da Christie's per un'opera di Mark Rothko e spettacolo al Teatro Dell'Elfo di Milano: http://t.co/hufAOBr9
circa 10 giorni fa
#teatro RE LEAR al Teatro Osar di Milano. Recensione su ALIBI: http://t.co/lrtpJouc
circa 10 giorni fa
#HOWARDCARTER Saul Stucchi, Jalla Jalla e il mistero del pene del faraone Tutankhamon: http://t.co/eGsEhTaB
circa 10 giorni fa
#MUSICA Concerto di Massimo Zamboni e Angela Baraldi al Teatro Dal Verme di Milano: http://t.co/cDUQL5TQ
circa 14 giorni fa
Online il podcast de La Bottega delle Muse: puntata su Asti e Como. http://t.co/JF2wwBAK
circa 15 giorni fa
Oggi pomeriggio torna la rubrica "La Bottega delle Muse" su Radio Popolare. Qui l'album fotografico: http://t.co/JF2wwBAK
circa 16 giorni fa
@Aisara dove? Dove? Merci! :-)
circa 17 giorni fa
"In ogni momento della vita, siamo quelli che saremo come quelli che siamo stati". Oscar Wilde. Anche all'1.38?
circa 17 giorni fa
#Costantinopoli "Sottoponiamo questo mosaico a tutti coloro che amano viaggiare nello spazio e nel tempo" (p. XXVII) http://t.co/Jop2xRFv
circa 18 giorni fa
#MOSTRE : L'Umbria si fa in tre per rileggere la carriera di Luca Signorelli
http://t.co/Ou26vBxe
circa 18 giorni fa
ciao, Ayrton! http://t.co/CACdhKlR
circa 18 giorni fa
@JotDownSpain Reseña del libro "Fuori campo" (Historias del calcio) por Enric González: http://t.co/095RsAGA
circa 18 giorni fa
@Aisara Recensione di "Fuori campo" di Enric González su ALIBI: http://t.co/095RsAGA
Ultimi Commenti
Como ospita la famiglia Bruegh...
Una bella mostra per chi ama la ...
Como ospita la famiglia Bruegh...
La dinastia di questi pittori fi...
Le cascate del Serio
Gentile sig. Moretti: sono appen...
Le cascate del Serio
quali sono le aperture delle cas...
L'eterna lotta tra memoria e o...
Ma il poliziotto "troppo molisan...








Commenti
grazie nille per questo bellissimo articolo !