Martedì, 07 Febbraio 2012

L'ombra del Caravaggio

L’ombra del Caravaggio

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La copertina
Andreotti e Provenzano, Lenin e Hitler, Klimt, Alma Mahler con i suoi mariti e i numerosi amanti, ma anche il pellicciaio brianzolo Cassamagnaghi e un misterioso miliardario greco, il giornalista-detective Watson (elementare!) e il celebre mercante d’arte Joseph Duveen.

Che ci fanno insieme questi e molti altri personaggi più o meno noti? E che hanno a che fare con l’arte? Ce lo spiega in modo brillante e con una scrittura godibilissima Roberto Fagiolo – autore televisivo della trasmissione Sfide di Rai Tre – nel suo L’ombra del Caravaggio, pubblicato dall’editore romano Nutrimenti.
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La Gioconda
Il sottotitolo è sufficientemente esplicativo: Sei grandi storie di arte rubata. L’autore racconta infatti le vicende legate alla sparizione e – solo in alcuni casi – al felice ritrovamento di alcune celebri opere, a cominciare dalla più famosa di tutte, la Gioconda. Il 20 agosto del 1911 la Monna Lisa prese il volo, gettando in uno stato di shock Parigi e l’intera Francia. La storia è piuttosto nota: l’italiano Vincenzo Peruggia sottrasse il quadro sfruttando la libertà di accedere alle sale del Louvre come operaio addetto ai lavori di ristrutturazione. Ma è interessante leggere il dipanarsi delle indagini che coinvolsero Apollinaire e Picasso (con le sue spacconate, presto ritrattate) e scoprire il ruolo di D’Annunzio e degli adepti di un circolo d’occultismo, ignari precursori di Dan Brown. Poco meno clamoroso è stato qualche anno fa il furto di ben sette capolavori dal Museo delle Belle Arti di Budapest. Servendosi delle impalcature elevate per la manutenzione di un’ala dell’edificio, dei ladri riuscirono a penetrare al secondo piano del museo uscendone indisturbati con sette tele, tra cui la Madonna Esterhazy e un Ritratto di giovane di Raffaello. Come nel caso della Gioconda, anche qui gli investigatori dovettero seguire l’ordine cherchez les Italiens! Risultarono infatti implicati dei nostri connazionali…Per fortuna i sette capolavori vennero ritrovati, con lievi ammaccature (la sorte peggiore toccò alla Madonna Esterhazy che fu danneggiata da un piccolo taglio nella parte centrale).

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La Natività del Caravaggio
Uno dei capitoli più interessanti è dedicato alle cinque versioni della misteriosa Isola dei morti di Böcklin, la terza delle quali è stata immortalata da una fotografia in bianco e nero che ritrae il Führer del Terzo Reich a colloquio con Molotov e Von Ribbentrop; alle spalle di Hitler s’intravede l’enigmatico quadro, la cui fine rimane avvolta nel mistero. Dopo l’arresto di Binnu Provenzano, fa notare Fagiolo, il latitante numero uno è diventato il grande quadro della Natività del Caravaggio, furtato dall’oratorio di San Lorenzo a Palermo. L’autore riporta un celebre articolo di Sciascia apparso sul Corriere della Sera, nel quale lo scrittore siciliano ironizzava sull’allora presidente della Provincia che aveva incautamente ammesso di essere all’oscuro della presenza in città di quella tela, pur dichiarandosi un appassionato del Caravaggio. A un certo punto fa capolino l’originale giornalista-detective Watson che pare a un passo dalla risoluzione del giallo. Il terribile terremoto dell’Irpinia intervenne però drammaticamente a porre – forse – la parola fine alle speranze di recuperare la tela, che sarebbe rimasta distrutta durante il sisma. L’ultimo capitolo è invece dedicato a una delle più note opere di Klimt: il Ritratto di signora, rubato nel 1997, pochi giorni prima dell’inaugurazione di un’importante mostra che l’avrebbe visto protagonista. Due anni prima una giovane studentessa di un liceo artistico era – come si suol dire – salita agli onori della cronaca per aver riconosciuto nella tela esposta alla Galleria Ricci Oddi di Piacenza il Ritratto di ragazza con cappello, ritenuto disperso dagli storici dell’arte. Attorno a Piacenza ruotano i protagonisti di questa intricata vicenda che ha molte caratteristiche per essere definita “italiana”, a cominciare dai sistemi di sicurezza tutt’altro che inviolabili.
La lezione del libro pare proprio questa: l’amore (o la bramosia interessata e prezzolata) per le opere d’arte è decisamente più forte delle barriere che le dovrebbero proteggere. 

Roberto Fagiolo
L'ombra del Caravaggio
Nutrimenti
€ 10 - 153 pp.


Saul Stucchi

 

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circa 15 ore fa Doppia recensione di Michele Lupo: http://t.co/me47Qrc6
circa 1 giorno fa Una breve nota sul senso dei pittori per la neve: http://t.co/laoDWVrE
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circa 3 giorni fa oggi ai "Girasoli" di Radio Popolare un mio intervento sulle mostre di Stefano Bruzzi a Piacenza. Ore 14.00. In studio Tiziana Ricci
circa 4 giorni fa @radiopopmilano Ho messo su ALIBI il podcast della puntata odierna de "La Bottega delle Muse": http://t.co/lZvIPwpE
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circa 4 giorni fa Ho appena pubblicato su ALIBI il banner dedicato a Twitter. Se ti piace, condividilo! :-) http://t.co/iYoITpXh
circa 5 giorni fa Arrivato a Centrale con appena 25 minuti di ritardo... :-)
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circa 5 giorni fa A Basilea sta nevicando abbondantemente. Le previsioni del tempo che avevo letto sul Corriere davano a zero il rischio di precipitazioni...
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circa 6 giorni fa Ho scoperto che all'Antikenmuseum di Basilea è in corso la mostra "Sesso, droghe e musica". domani la visiterò... http://t.co/DAu2joWt
circa 6 giorni fa Di ritorno dalla Fondazione Beyeler: la mostra di Bonnard mi è piaciuta; soprattutto le sale dedicate ai "bagni" e agli "specchi"...
circa 6 giorni fa Cambio treno a Briga, con pausa caffè. Leggete qui: http://t.co/gg5tLRx2
circa 6 giorni fa Sarà pure secco come dice l'amica mia, ma è comunque un freddo della madonna quello che fa qui a Basilea... :-)
circa 6 giorni fa Maggiori informazioni sulla costruzione della nave vichinga sul sito: www.visitdenmark.com
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