Domenica 30 Luglio 2006 21:23
Yokohama. Il porto con i Parchi Gastronomici
All’epoca del Giro del Mondo il porto di Yokohama aveva da poco cominciato a rappresentare un centro commerciale di grande importanza internazionale, grazie all’accordo con Olanda, Russia, Gran Bretagna e Francia del 1859. I principali prodotti erano seta e te.
Il primo settembre 1923 il porto giapponese venne distrutto da un grande terremoto che provocò 20 mila morti e distrusse 60 mila case, ma nel 1929 Yokohama venne quasi completamente ricostruita. Purtroppo nel 1945 i bombardamenti americani distrussero di nuovo più del 40% della città.
Yokohama dista 30 chilometri da Tokyo e con 3,27 milioni di abitanti è la seconda città più grande del Giappone.
Minato Mirai è il quartiere futuristico di Yokohama. Il suo nome significa “albero del futuro”. L’edificio più rappresentativo è la Torre di 296 metri, uno dei più alti di tutto il Giappone. Al 69simo piano si trova un osservatorio panoramico da cui nelle giornate serene si gode la vista del Monte Fuji. La stessa salita all’osservatorio è un’esperienza, se si considera che l’ascensore è uno dei più veloci al mondo: 750 metri al minuto.
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La Chinatown di Yokohama (Yokohama Chukagai) è la più grande in Giappone. Si è sviluppata a partire dall’apertura agli stranieri della città. La separano quattro coloratissime porte e al suo interno si trova il coloratissimo tempio Kanteibyo, costruito nel 1873 e dedicato alla divinità dei buoni affari e della prosperità economica.
La centralissima zona di Daska si è specializzato nei parchi a tema culinario, che in Giappone stanno avendo un grande successo ultimamente. La Chinatown di Yokohama ha scelto come tema la Shanghai degli anni Venti. Il successo di questi parchi gastronomici è dovuto in parte all’atmosfera, assai curata, e in parte alla buona cucina in sé, che rende prestigiosi gli stessi ristoranti.
Altri pachi gastronomici sono:
Il Shin-Yokohama Ramen Museum introduce gli avventori alla storia dei ramen, gli spaghetti in brodo che si mangiano in tutto il Giappone. Se ne possono gustare di tutti i tipi, secondo le specialità regionali, che li resero famosi a Tokyo a partire dagli anni Cinquanta.
Il Yokohama Curry Museum non è solo un museo dedicato alla miscela di spezie indiane, ma anche un insieme di piccoli ristoranti che offrono i migliori piatti tradizionali al curry. Il Museo è a ingresso libero.
Cinzia Polino
SPECIALE LISBONA
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