Sabato, 19 Maggio 2012

Fabio Isman presenta il suo nuovo libro: I predatori dell'arte perduta

isman_anteIeri sera, alla libreria Feltrinelli di Piazza Duomo a Milano, Marco Carminati ed Eva Cantarella hanno presentato a un folto pubblico il libro I predatori dell'arte perduta di Fabio Isman, edito da Skira.
Carminati ha elogiato l'approccio da detective di Isman che è riuscito a far parlare chi non aveva intenzione o interesse per farlo, ovvero i personaggi coinvolti nel traffico illegale di reperti archeologici. Ha poi ricordato i dati impressionanti di questo fenomeno, ben illustrati nel libro, e il numero particolarmente elevato di persone che ruotano attorno a questo mercato che ha molte caratteristiche in comune con quello della droga (e non è un'esagerazione giornalistica, purtroppo). È infatti incredibilmente redditizio, ma a differenza di quello degli stupefacenti è decisamente meno pericoloso: il rischio di essere colti in flagrante è molto basso e le pene, quando previste, sono ridicole. A dare l'idea del giro d'affari basta dire che l'80% degli oggetti sul mercato è di provenienza clandestina.

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Isman è riuscito ad abbattere la barriera di diffidenza elevata dai protagonisti e a raccogliere le loro memorie, pennellando “medaglioni” assai gustosi (ma pur sempre con un retrogusto amaro) dei tombaroli, il primo anello di una catena che spesso porta a musei di altissimo prestigio, purtroppo in parte offuscato da pratiche d'acquisto che variano dall'ingenuità all'illegalità più palese e sfrontata.
isman_1
Carminati ha voluto soffermarsi su un altro aspetto del fenomeno, ovvero il ruolo delle case d'asta che tentano di minimizzare le proprie colpe quando vengono “pizzicate”. Cambiano i nomi e il grado di responsabilità, mentre resta invariata la scusa: “si trattava solo di coccetti”.
La professoressa Cantarella ha invece sottolineato l'importanza di questi “coccetti” per lo studio dell'antichità, purché recuperati nel loro contesto. È proprio la decontestualizzazione il crimine peggiore (dopo ovviamente il danneggiamento o addirittura la distruzione dei reperti), da chiunque venga perpetrato. Ha infatti ricordato la pessima abitudine degli “archeologi” che scoprirono Ercolano e Pompei di selezionare gli oggetti ritenuti “osceni” (come le figure falliche e le pitture a tema erotico) per relegarli in una sala del museo il cui accesso era consentito soltanto a discrezione.
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Decontestualizzare, ha ribadito la professoressa, equivale a distruggere un oggetto. I nuovi studi sono riusciti a modificare l'antica opinione secondo la quale gli oggetti “osceni” rinvenuti nelle città vesuviane provenivano da lupanari. Il numero e la frequenza dei ritrovamenti aveva portato erroneamente a credere che in pratica esistessero quasi esclusivamente postriboli. La realtà era molto più semplice e insieme più interessante per lo studio della sessualità degli antichi: molti degli oggetti “osceni” appartenevano infatti a famiglie “rispettate” (esattamente come succede oggi, del resto).

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Da parte sua Fabio Isman, dopo aver ringraziato i collaboratori e l'editore, ha raccontato alcuni episodi particolarmente significativi, elogiando l'operato del nucleo dei Carabinieri incaricato del recupero dei beni culturali e quello dei magistrati che si trovano a operare entro un quadro legislativo per nulla edificante (eufemismo per dire deprimente).

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isman_coverIl tanto ventilato giro di vite sull'utilizzo delle intercettazioni telefoniche avrebbe conseguenze disastrose sulle indagini in corso e future, rendendo pressoché impossibile il recupero dei reperti scavati clandestinamente, al momento l'unico motivo di soddisfazione, dato che tutti i protagonisti del saccheggio del nostro patrimonio archeologico la fanno sempre franca.
Saul Stucchi

Fabio Isman
I predatori dell'arte perduta
Il saccheggio dell'archeologia in Italia

Skira
256 pagine, 19,00 €
www.skira.it

Commenti 

 
#1 2009-05-16 23:47
gentile Michelangelo, avrò cura di girare il suo messaggio al dottor Isman. dovrebbe però lasciarmi un suo contatto, altrimenti come le comunico l'eventuale risposta?
saluti, Saul
Citazione
 
 
#2 2009-06-09 11:33
In gargano c'è un sito archeologico dell'età del ferro che viene devastato dai tombaroli nell'assoluta incuria di tutte le istituzioni.Mai sentito parlare del Monte della Civita posto tra i comuni di vico del gargano ed ischitella? Forse si potrebbe svelare il mistrero della città di Uria.Se possibile vorrei prendere contatti personali con Fabio Isman tramite email per rendere nota una realtà che si occupi non solo dell'etruria. Saluti cordiali michelangelo
Citazione
 
 
#3 2009-06-09 14:45
Caro Michelangelo, leggo soltanto ora la mail; aspetto info da lei: la cosa mi interessa, e si può parlarne, grazie
Citazione
 
 
#4 2009-11-12 20:29
Stimato Sr. Isman,

sono un dottorando dell'Università di Roma TorVergata, la mia ricerca riguarda il traffico illecito di beni culturali, archeologia, trafugazioni, saccheggi e procedure di recupero; una codificazione delle leglislazioni dei paesi di interesse e convenzioni internazionali.
Purtroppo non posso essere presente alla presentazione del suo libro a Bologna e vorrei avere la possibilità di mettermi in contatto con Lei per avere discutere della cosa.
Spero che questa mail La raggiunga.

Saluti, Marco
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